Nuovi dati stanno rafforzando la crescente sensazione che i farmaci GLP-1 — noti soprattutto per sopprimere l’appetito e favorire una consistente perdita di peso — possano fare più che migliorare la glicemia e i numeri sulla bilancia. Una ricerca presentata a una conferenza sull’invecchiamento a Boston suggerisce che questi medicinali potrebbero modificare almeno alcuni marcatori usati per stimare la “età biologica”, una metrica pensata per riflettere l’usura fisiologica dell’organismo, e non soltanto gli anni anagrafici.
Secondo i risultati comunicati dalle case farmaceutiche Eli Lilly e Novo Nordisk, persone in sovrappeso e individui con diabete che hanno ricevuto terapie GLP-1 hanno mostrato letture dell’età biologica di circa due o tre anni “più giovani” rispetto a partecipanti comparabili trattati con placebo. Gli scienziati interessati all’invecchiamento ipotizzano da tempo che i GLP-1 possano funzionare come “farmaci della longevità”, anche se eventuali benefici di questo tipo, quantomeno, finora risulterebbero documentati con maggiore chiarezza soprattutto in popolazioni che convivono già con obesità o diabete.
I risultati sull’invecchiamento biologico arrivano mentre si allunga l’elenco delle condizioni per cui gli agonisti del GLP-1 sono già utilizzati — o oggetto di studio attivo. Questi farmaci sono approvati per trattare il diabete di tipo 2, la malattia renale cronica e l’obesità, e possono anche essere prescritti ad alcune persone in sovrappeso o considerate a rischio elevato per specifici problemi cardiovascolari. Oltre a queste indicazioni, i ricercatori hanno riportato segnali secondo cui i GLP-1 potrebbero aiutare nei disturbi da uso di sostanze, e i farmaci sono stati studiati per possibili ruoli nelle malattie neurodegenerative e nel cancro.
L’adozione da parte del pubblico è accelerata rapidamente. Un recente sondaggio Gallup ha rilevato che l’11% degli americani sta attualmente assumendo un farmaco GLP-1 per dimagrire, in aumento rispetto al 3% nel 2024. L’indagine ha inoltre riportato che il 15% degli americani afferma di aver usato un farmaco GLP-1 per la perdita di peso in qualche momento.
Con questa impennata è aumentata anche l’attenzione alla sicurezza — in particolare ai danni meno prevedibili o più rari che potrebbero emergere solo quando milioni di persone usano una terapia. Gli effetti collaterali più noti sono gastrointestinali, tra cui nausea, vomito, diarrea e stitichezza. I farmaci GLP-1 sono stati inoltre associati a pancreatite e malattia da calcoli biliari.
Più controverse sono le segnalazioni di possibili complicanze oculari. Alcuni pazienti sostengono che l’uso di GLP-1 abbia innescato danni ai nervi nella parte posteriore dell’occhio. Sono state intentate decine di cause contro Novo Nordisk ed Eli Lilly da parte di persone che hanno sviluppato una condizione in grado di provocare una perdita improvvisa della vista; i querelanti affermano che i farmaci abbiano contribuito ai loro sintomi. Entrambe le aziende respingono le accuse e, ad oggi, le evidenze scientifiche sono state contrastanti.
I ricercatori stanno anche indagando gli effetti su capelli e unghie. Savanna Vidal della George Washington University School of Medicine and Health Sciences e colleghi hanno analizzato cartelle cliniche elettroniche provenienti da 67 organizzazioni sanitarie statunitensi. In quel dataset, l’uso di GLP-1 è risultato associato a un rischio più elevato di perdita di capelli, anche se non si ritiene che il problema sia diffuso. Separatamente, a una conferenza in Austria, gli investigatori hanno presentato i risultati di uno studio più piccolo in cui il 66% degli utilizzatori di GLP-1 ha riportato almeno un disturbo delle unghie, inclusi casi di distacco dell’unghia. I problemi alle unghie erano comuni anche tra persone che non assumevano GLP-1, e i ricercatori non hanno concluso che i farmaci stessero causando la caduta delle unghie.
I bambini rappresentano un’altra grande incognita. Gli effetti collaterali in età pediatrica potrebbero differire da quelli negli adulti, eppure i dati restano limitati. Nonostante ciò, le prescrizioni sono aumentate: tra il 2019 e il 2026, le prescrizioni di GLP-1 per bambini statunitensi tra gli otto e gli 11 anni con obesità sono cresciute di 310 volte. I numeri complessivi restano bassi, ma la traiettoria è in salita.
Questo contesto è importante mentre le agenzie sanitarie globali affrontano l’obesità infantile. Questa settimana, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le sue prime linee guida sulla gestione dell’obesità in bambini e adolescenti. Pur stimando che 70 milioni di bambini tra i cinque e i nove anni convivessero con l’obesità nel 2024, l’OMS sconsiglia esplicitamente il trattamento farmacologico nei bambini sotto i 10 anni, citando prove insufficienti sui benefici e possibili danni alla crescita, allo sviluppo, alla funzione fisiologica e alla salute mentale.
Perché è importante
I farmaci GLP-1 stanno rimodellando la cura dell’obesità e del diabete, ma l’uso su larga scala significa che anche effetti collaterali poco comuni possono colpire un numero elevato di persone. I segnali emergenti — dalle misure dell’invecchiamento biologico alle preoccupazioni su occhi, capelli e unghie — sottolineano quanto resti sconosciuto, soprattutto per i bambini. Occorrerà seguire studi indipendenti più solidi e dati di sicurezza post-marketing che chiariscano quali rischi siano reali, con quale frequenza si verifichino e chi sia più vulnerabile.
