I mercati finanziari di solito non fanno trading basandosi soltanto sulle sentenze dei tribunali. Ma una nuova ricerca sostiene che gli investitori prezzano anche qualcosa di più fondamentale: l’orientamento ideologico della Corte Suprema degli Stati Uniti e ciò che tale orientamento potrebbe implicare per l’economia negli anni a venire.
In uno studio degli economisti Thomas Drechsel e Naixin Zhang, gli autori esaminano se gli spostamenti nell’equilibrio ideologico della Corte modifichino le aspettative di mercato su esiti macroeconomici chiave. La loro idea centrale è che la Corte Suprema possa influenzare l’ambiente di policy—soprattutto la politica fiscale—attraverso decisioni che plasmano ciò che gli eletti possono fare e quali percorsi regolatori hanno maggiori probabilità di resistere a un contenzioso legale. Se gli investitori ritengono che la composizione della Corte influenzi la policy futura, potrebbero aggiornare rapidamente le previsioni su inflazione, crescita e tassi d’interesse.
Per isolare causa ed effetto, Drechsel e Zhang utilizzano una strategia quasi-sperimentale: le morti inattese dei giudici della Corte Suprema. Eventi del genere possono modificare bruscamente—o far prevedere una modifica—del baricentro ideologico della Corte. Poiché queste morti sono improvvise, gli autori le trattano come shock plausibilmente non anticipati, che consentono inferenze più pulite rispetto alle normali notizie politiche.
I ricercatori tracciano poi i movimenti ad alta frequenza dei prezzi degli asset attorno a questi eventi per dedurre come le aspettative cambino in tempo reale. Lo schema che documentano è coerente e unidirezionale. Quando la Corte diventa più conservatrice, i mercati reagiscono come se si attendessero un’inflazione più debole e un’attività economica reale più morbida. Allo stesso tempo, i rendimenti obbligazionari scendono. Quando l’equilibrio ideologico atteso si sposta in una direzione più liberale, i mercati mostrano il comportamento opposto: aspettative di inflazione più alte, aspettative di attività più robuste e rendimenti in aumento.
Una caratteristica rilevante dei risultati è che le aspettative di inflazione e quelle sull’attività reale si muovono nella stessa direzione. Questa comovimento conta per l’interpretazione. Se gli investitori stessero principalmente rivedendo le convinzioni sulla capacità produttiva dell’economia o sulle condizioni dal lato dell’offerta, ci si potrebbe aspettare che inflazione e attività si muovano in direzioni opposte. Invece, la risposta con lo stesso segno suggerisce che i mercati stiano aggiornando le convinzioni sulla domanda aggregata—quanta capacità di spesa e quanto stimolo riceverà l’economia.
L’evidenza proveniente dal mercato obbligazionario punta verso un meccanismo specifico. Drechsel e Zhang confrontano le variazioni dei rendimenti che osservano con le stime della ricerca precedente su come i mercati reagiscono alle notizie di politica fiscale. Questo confronto implica che gli investitori interpretino una Corte Suprema più conservatrice come un aumento della probabilità di una politica fiscale più restrittiva in futuro, mentre una Corte più liberale viene letta come un aumento delle probabilità di una politica fiscale più espansiva. In altre parole, i trader sembrano trattare l’ideologia della Corte come informazione su se il mix di policy futuro sarà più contrattivo o più espansivo.
Per rafforzare la credibilità del loro approccio quasi-sperimentale, gli autori guardano anche al comportamento dei prezzi degli asset a livello settoriale. Riportano reazioni ad alta frequenza in industrie particolarmente sensibili alla policy pubblica e al rischio legale, tra cui l’energia pulita e la sanità. Questi movimenti settoriali aiutano a validare che il mercato stia effettivamente reagendo a cambiamenti percepiti nel panorama della policy legati alla composizione della Corte, piuttosto che a notizie macro non correlate.
Lo studio, diffuso tramite il National Bureau of Economic Research, ringrazia Sarah Zubairy per le discussioni e segnala feedback da parte del pubblico in sedi tra cui i Midwest Macro Meetings, Insightful Minds in International Macro e la George Washington University. Gli autori sottolineano inoltre che l’analisi riflette le loro opinioni, non necessariamente quelle del NBER.
Perché è importante
Il ricambio nella Corte Suprema viene spesso presentato come un punto di svolta culturale e giuridico, ma questa ricerca suggerisce che possa anche essere un segnale economico in grado di spostare le aspettative nei mercati nel giro di pochi minuti. Investitori, decisori pubblici e famiglie potrebbero esserne influenzati se l’ideologia giudiziaria plasma le convinzioni su futura espansione fiscale o austerità. La prossima domanda da monitorare è se reazioni di mercato simili emergano attorno ad altri cambiamenti istituzionali che modificano i confini percepiti della politica economica.
