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Storia Economica · 13/10/2026 19:22 UTC

Quando i tempi sono maturi: Merton e le scoperte multiple in economia

Il sociologo Robert K. Merton sosteneva che la maggior parte delle svolte emerge come “scoperte multiple”, poiché conoscenze e strumenti condivisi conducono ricercatori diversi allo stesso risultato. L’economia offre esempi eloquenti, insieme a ricorrenze nei tempi e nell’attribuzione del merito.

In sintesi

Per Robert K. Merton le scoperte scientifiche non nascono dal genio isolato: maturano quando conoscenza accumulata, problemi condivisi e strumenti comuni mettono più studiosi sulla stessa strada, e allora arrivano in più copie indipendenti. La scoperta unica è l'eccezione da spiegare; il «multiplo» è la regola.

L'economia è uno dei terreni dove la tesi si verifica meglio. Nel febbraio 1815 quattro autori pubblicarono in tre settimane la stessa teoria della rendita. Nel 1930 tre economisti di tre paesi formalizzarono il teorema della ragnatela. Lo stesso è accaduto per l'equilibrio generale (1954), la crescita (1956) e il CAPM (1961-66).

Chi era Robert K. Merton

Robert K. Merton nel 1965. Foto: Wikimedia Commons

Robert King Merton (Filadelfia, 4 luglio 1910 – New York, 23 febbraio 2003) è il sociologo che ha fondato la sociologia della scienza. Nato Meyer Robert Schkolnick da immigrati ebrei dell'Europa orientale, insegnò alla Columbia University dal 1941. Nel 1994 fu il primo sociologo a ricevere la National Medal of Science.

A lui si devono espressioni entrate nel linguaggio comune: profezia che si autoavvera, conseguenze inattese, effetto San Matteo, modello di ruolo. La teoria delle scoperte multiple occupa tre saggi: Priorities in Scientific Discovery (1957), Singletons and Multiples in Scientific Discovery (1961) e Resistance to the Systematic Study of Multiple Discoveries in Science (1973).

Non va confuso con il figlio Robert C. Merton (1944), economista finanziario e premio Nobel per il metodo di valutazione dei derivati. Il figlio entra però in questa storia come caso di studio: la formula delle opzioni del 1973 è essa stessa una scoperta a più mani.

La teoria: la scoperta multipla è la regola

La tesi di Merton è che ogni scoperta scientifica è, in linea di principio, un multiplo: più studiosi vi arrivano in modo indipendente, insieme o a distanza di anni. Le scoperte fatte una sola volta, i «singoli» (singletons), sono i casi residui che chiedono una spiegazione speciale.

Merton presentò l'ipotesi il 23 gennaio 1961, al convegno per i 400 anni dalla nascita di Francis Bacon. A Bacon attribuì i quattro ingredienti di una teoria sociale della scoperta:

  1. Conoscenza cumulativa. Ogni scoperta poggia su ciò che è già noto. Quando i prerequisiti ci sono, il passo successivo è alla portata di molti.
  2. Lavoro collettivo. Gli scienziati affinano le idee nell'interazione, lavorano sugli stessi problemi e leggono gli stessi autori.
  3. Metodo. Procedure di indagine condivise riducono il peso dell'ingegno individuale.
  4. Tempo. Le scoperte sono «nascite del tempo»; arrivano quando le condizioni antecedenti sono soddisfatte, non a caso.

Nel saggio del 1963 le condizioni diventano due. Il bagaglio di conoscenze e strumenti necessari deve essere ormai disponibile, e un numero sufficiente di ricercatori deve guardare lo stesso problema. A orientare l'attenzione possono essere bisogni sociali, sviluppi interni alla disciplina o entrambe le cose. Quando le due condizioni valgono, la scoperta è pressoché inevitabile.

Schema della teoria di Merton: tre condizioni, tre esiti, un ciclo

Le tre condizioni in alto sono quelle di Merton; i tre esiti dipendono da come circola l'informazione. Il riconoscimento chiude il ciclo: la scoperta accreditata diventa conoscenza su cui altri costruiranno.

I singoli sono multipli mancati

Molti singoli, sostiene Merton, sono multipli interrotti: qualcuno ha pubblicato per primo e gli altri si sono fermati. Le prove che elenca sono dieci, riconducibili a tre famiglie:

Il genio ridefinito

La teoria non cancella il genio, lo ridefinisce. Lo scienziato di genio è quello le cui scoperte sarebbero state comunque ritrovate, ma da un'intera schiera di colleghi: è l'equivalente funzionale di molti talenti minori. Su circa 400 delle 661 comunicazioni di Lord Kelvin, Merton e Barber trovarono almeno 32 multipli, condivisi con una trentina di altri scienziati, fra cui Stokes, Helmholtz, Clausius, Poincaré e Rayleigh. Freud, in un centinaio di pubblicazioni, ne segnala più di trenta.

Merton prende le distanze anche da Bacon, che credeva il metodo capace di livellare gli ingegni: il talento accelera la scoperta, non ne è la sola fonte.

Un'idea riscoperta venti volte, nata con un esempio economico

L'ipotesi dei multipli è essa stessa un multiplo. Merton conta una ventina di formulazioni tra il 1828 e il 1922: Comte, De Morgan, Galton, Engels, Duhem, Kroeber, Einstein, fino all'elenco di circa 150 casi di Ogburn e Thomas. La prima è di Thomas Macaulay, nel 1828, e usa un esempio economico: la dottrina della rendita, proposta quasi nello stesso momento da due autori senza legami fra loro.

Il vocabolario di Merton

Termine Significato Esempio in economia
Multiplo La stessa scoperta fatta in modo indipendente da più studiosi Teoria della rendita, 1815: Malthus, West, Torrens, Ricardo
Singolo (singleton) Scoperta fatta una sola volta Teoria dei giochi di von Neumann, 1928
Multiplo mancato Singolo solo perché il primo annuncio ha fermato gli altri Bilancio in pareggio: Salant e Samuelson non pubblicano i propri risultati
Maturità dei tempi Prerequisiti accumulati e molti ricercatori sullo stesso problema Regola aurea dell'accumulazione, 1961-62: sei autori
Scoperta prematura Risultato corretto che la disciplina non è pronta a usare Cournot 1838, Gossen 1854, de Finetti 1940
Priorità Il riconoscimento va a chi pubblica per primo Disputa fra Torrens e Ricardo sui vantaggi comparati
Eponimia Dare alla scoperta il nome di uno scopritore «Modello di Solow», «Arrow-Debreu», «indice di Herfindahl»
Effetto San Matteo A parità di contributo il credito va al nome più noto Ricardo oscura Torrens: il nome maggiore scaccia il minore

I 264 multipli di Merton e Barber

Nel campione raccolto da Merton con Elinor Barber due multipli su tre hanno due scopritori, ma uno su tre ne ha tre o più e 11 ne contano da sei a nove.

Un multiplo su tre ha tre o più scopritori indipendenti, fino a nove

Anche i tempi contano. Circa il 20% dei multipli si compie entro un anno e un altro 18% entro due; nel 34% dei casi fra uno scopritore e l'altro passano dieci anni o più. Il multiplo non è quindi solo la scoperta simultanea: comprende la riscoperta a distanza, che in economia pesa quanto la scoperta simultanea.

Le dispute di priorità calano nei secoli

Prima del 1700 quasi ogni multiplo finiva in una lite sulla priorità; nella prima metà del Novecento uno su tre.

Dispute di priorità: dal 92% dei multipli prima del 1700 al 33% nel primo Novecento

Per Merton la disputa non nasce dalla vanità dei singoli ma dalle regole della scienza, che premia l'originalità e riconosce chi arriva primo. Due letture del calo sono plausibili: gli scienziati ormai si aspettano i multipli, e le riviste datano le scoperte e rendono verificabile la precedenza.

La distanza nel tempo non pacifica. Fu conteso circa metà dei multipli compiuti entro un anno e quattro su cinque di quelli separati da più di vent'anni. I multipli anteriori al 1700 esaminati sono 36.

Caso, comunicazione o tempi maturi: i modelli a confronto

Nessun modello semplice riproduce la coda della distribuzione: i multipli con molti scopritori sono più frequenti di quanto il caso, o la sola cattiva comunicazione, farebbero attendere.

Il caso puro prevede 2 multipli con sei o più scopritori: Merton ne conta 11

Le verifiche moderne

Le misure recenti dicono che il multiplo è raro per l'idea qualunque e frequente per l'idea che conta. Fra il 2 e il 3% dei progetti di ricerca viene anticipato da altri, ma le scoperte ad alto impatto attirano molte più squadre.

Studio Che cosa misura Risultato
Ogburn e Thomas (1922) Elenco di invenzioni e scoperte indipendenti 148 casi
Merton e Barber (1961) Multipli nella storia della scienza 264 casi, il 20% entro un anno
Hagstrom (1974) Sondaggio del 1966 su 1.947 accademici 63% anticipato almeno una volta in carriera; 1,2% già anticipato sul progetto in corso
Simonton (1978-79) Distribuzione statistica di 1.434 multipli Compatibile con un modello di tipo Poisson
Hill e Stein (2020, 2025) Strutture di proteine nella Protein Data Bank, 1999-2017 2,9% delle proteine risolto da più gruppi indipendenti
Painter e altri (2020) Parole nuove nella medicina evoluzionistica, 2007-2011 197 su 3.488 introdotte da più articoli nello stesso anno (5,6%)
Bikard (2020) Articoli gemelli in PubMed 10.927 coppie
Ganguli, Lin e Reynolds (2020) Interferenze fra brevetti negli Stati Uniti, 1998-2014 1.329 casi, circa lo 0,02% delle domande
Li, Lin e Wu (2025) 40 milioni di articoli, 1900-2020 Le svolte arrivano in più copie; i multipli seguono una legge di potenza

Matt Clancy (2022), che ha passato in rassegna questi studi, ne ricava una regola: la ridondanza sta nel tronco della conoscenza, non nei rami. Con una probabilità annua di riscoperta del 2-3%, più della metà delle idee qualunque non verrebbe ritrovata in vent'anni. Se per le idee importanti la probabilità fosse del 10%, la quota scenderebbe al 12%.

L'attenzione si concentra davvero dove il premio è alto. Fra le proteine studiate da Hill e Stein, il gruppo più conteso riceve quasi 50 volte i depositi del gruppo mediano.

Quanto costa arrivare secondi

Chi perde una corsa alla priorità perde meno di quanto la regola «il primo prende tutto» farebbe pensare. Nelle strutture proteiche studiate da Hill e Stein (2025) al secondo arrivato resta il 44% delle citazioni della coppia.

Effetto sul progetto battuto sul tempo Misura
Probabilità di essere pubblicato -2,6%
Probabilità di uscire su una delle dieci riviste maggiori quasi -20%
Citazioni ricevute -21%
Probabilità di entrare nel 10% di articoli più citati dell'anno -24%
Quota delle citazioni complessive 44% al secondo, 56% al primo

Il dato attenua l'idea, classica da Merton (1957) in poi, che il riconoscimento vada per intero a chi arriva primo. Il credito si divide, ma in modo diseguale, e la penalità cresce con il ritardo.

Per l'economia non esistono misure analoghe. Un confronto documentato è più severo: dei due articoli del 1956 sul modello di crescita, a quello di Swan va il 19% delle citazioni della coppia.

Perché l'economia produce multipli

In economia i multipli nascono, secondo Jürg Niehans, quando ricercatori con la stessa cassetta degli attrezzi si trovano davanti alle stesse lacune della teoria. Il motore è interno alla disciplina più che esterno.

Tre meccanismi lavorano insieme.

  1. La conoscenza è cumulativa e pubblica. Un risultato pubblicato diventa materiale per tutti. Harrod (1939) e Domar (1946) avevano posto il problema della crescita; nel 1953 Pilvin e Solow-Samuelson avevano già reso variabili i coefficienti di produzione. I pezzi del modello che Solow e Swan montarono nel 1956 erano sul tavolo.
  2. La priorità è un incentivo. Il riconoscimento va a chi pubblica per primo. Questo spinge molti verso gli stessi problemi aperti e a rendere pubblici i risultati in fretta. È la norma descritta da Merton nel 1957, che Partha Dasgupta e Paul David (1994) hanno riletto in termini economici.
  3. La comunicazione è imperfetta. Se ogni scoperta fosse nota a tutti all'istante, nessuno la rifarebbe. Niehans trova quattro barriere dietro le riscoperte a distanza: mancata pubblicazione, lingua, matematica, cattiva esposizione.

Niehans ne trae una conclusione netta: l'ambiente politico, ideologico ed economico conta poco. La produttività marginale è scoperta da un proprietario terriero paternalista (Thünen), da un moralista figlio di pastore (J. B. Clark) e da un radicale ateo (Wicksell). La programmazione lineare nasce insieme nell'America di Roosevelt e nell'Unione Sovietica di Stalin. La spiegazione del consumo è formulata dal keynesiano Modigliani e dall'antikeynesiano Friedman.

George Stigler sposta l'accento dall'offerta alla domanda di idee. Le anticipazioni ci sono quasi sempre; va spiegato perché una scoperta venga accettata in un dato momento. La risposta sta nei nuovi bisogni analitici o empirici della disciplina. I multipli segnalano soprattutto che il sistema di informazione della scienza è imperfetto: più migliora, meno riscoperte a distanza si vedranno.

Quanti ricercatori servono perché la scoperta diventi inevitabile

La «maturità dei tempi» si può tradurre in un conto: più persone lavorano allo stesso problema, più è probabile non solo che la soluzione arrivi, ma che arrivi in più copie.

Con 50 ricercatori sullo stesso problema il multiplo è l'esito più probabile: 72%

Il modello è volutamente rozzo: ogni ricercatore ha la stessa probabilità di riuscire e nessuno sa degli altri. Basta però a mostrare due soglie. Con 20 ricercatori la scoperta è probabile e il multiplo è un caso su quattro. Con 50 la scoperta è quasi certa e il multiplo è l'esito normale.

È la versione aritmetica della condizione di Merton: un numero apprezzabile di ricercatori concentrati sullo stesso problema. Vale anche il rovescio. Dove lavorano in pochi, come nella teoria dei giochi del 1928, la scoperta resta un singolo.

Gli economisti alla prova di Merton

Dal 1980 una decina di economisti e storici ha messo alla prova l'ipotesi di Merton sulla propria disciplina, con esiti divergenti: Niehans la conferma, George Stigler la ridimensiona, Patinkin la nega per il caso più famoso, quello di Keynes.

Autore Scritto Tesi
George Stigler «Merton on Multiples, Denied and Affirmed», 1980 Otto multipli economici, dalla rendita ai costi comparati. Valgono come tali solo se gli scopritori rispondono alle stesse forze intellettuali: Keynes e Kalecki non lo sono. I multipli nascono da un'informazione imperfetta e non sono necessari alla tesi di Merton
Paul Samuelson «Fisher's "Reproductive Value" as an Economic Specimen in Merton's Zoo», 1980 Gli studiosi molto originali trovano più economico ricavare da sé un risultato che cercarlo in letteratura, e così duplicano ciò che esiste già
Stephen Stigler «Stigler's Law of Eponymy», 1980 Nessuna scoperta porta il nome del suo primo scopritore. La legge è attribuita a Merton, quindi vale anche per se stessa
Don Patinkin Anticipations of the General Theory?, 1982 Una scoperta va attribuita solo a chi ne fa il proprio «messaggio centrale». Né Kalecki né la scuola di Stoccolma hanno anticipato Keynes
Jürg Niehans Multiple Entdeckungen in der Wirtschaftstheorie, 1992; versione inglese 1995 Quaranta multipli nella versione inglese. Sono molto frequenti, nascono dalla comunicazione imperfetta, dipendono poco dall'ambiente politico ed economico
Neil De Marchi, Philip Mirowski Commenti a Niehans, 1995 Contestano l'idea di un progresso cumulativo e inevitabile della teoria
Jürgen Backhaus «Keynes's German Contenders 1932-1944», 1997 Il criterio di Patinkin è troppo stretto: economisti tedeschi anticiparono e applicarono teorie keynesiane prima del 1936
Till Düppe, E. Roy Weintraub Finding Equilibrium, 2014 La dimostrazione dell'equilibrio generale come problema di credito scientifico fra Arrow, Debreu e McKenzie

Il punto più istruttivo è il criterio. Per Stigler due scoperte formano un multiplo solo se nascono nello stesso ambiente scientifico. Per Patinkin solo se l'idea è il centro del lavoro di chi la enuncia, non un'osservazione di passaggio. Con criteri così stretti molti multipli spariscono; con il criterio largo di Niehans, lo stesso contributo analitico comunque raggiunto, diventano la regola.

Mirowski ricorda contro Niehans la battuta di Georgescu-Roegen: allora qualcun altro avrebbe scritto l'Amleto, se Shakespeare non fosse esistito.

Atlante dei multipli in economia

Ventotto scoperte della teoria economica risultano fatte almeno due volte in modo indipendente. In circa metà dei casi gli scopritori arrivano a pochi anni l'uno dall'altro; nell'altra metà la stessa idea è ritrovata dopo decenni.

Scoperta Scopritori indipendenti Che cosa li separava
Rendita differenziale Anderson 1777; Malthus, West, Torrens e Ricardo, febbraio 1815 Nel 1815 nulla: quattro pamphlet in tre settimane, nel dibattito sulle Corn Laws
Teoria quantitativa con carta moneta inconvertibile Christiernin 1761; economisti inglesi dell'età napoleonica Lingua: il testo svedese è tradotto in inglese solo nel 1971
Processo cumulativo fra interesse e prezzi Thornton 1802; Wicksell 1898 Quasi un secolo; Wicksell non conosceva Thornton
Vantaggi comparati Anonimo 1814; Torrens 1815; Storch 1815; Ricardo 1817 Tre anni; la priorità è contesa da due secoli
Impresa che massimizza il profitto Cournot 1838; Chamberlin e Robinson 1933 Matematica: Cournot resta quasi senza lettori
Produttività marginale Thünen 1850; J. B. Clark 1890-91; Wicksteed 1894; Barone e Walras 1896; Wicksell Esposizione oscura in Thünen; Clark leggeva poco
Utilità marginale ed equilibrio del consumatore Gossen 1854; Jevons 1871; Menger 1871; Walras 1874 Cattiva esposizione: il libro di Gossen non ha capitoli né indice
Equilibrio generale dello scambio Walras 1874; Fisher 1892 Fisher lo scrive prima di leggere Walras
Ottimo «paretiano» Edgeworth 1881; Pareto 1906; Lerner 1934 Ideologie opposte, stesso concetto
Duopolio con prodotti differenziati Launhardt 1885; Hotelling 1929 Lingua: Launhardt non era tradotto in inglese
Acceleratore Aftalion 1909; J. M. Clark 1917 Lingua e poche letture
Effetti di sostituzione e di reddito Slutsky 1915; Hicks e Allen 1934 Matematica e lingua: l'articolo è in italiano
Overshooting del cambio Cassel 1921; Dornbusch 1976 Mezzo secolo: cambi flessibili dopo la Grande guerra e dopo Bretton Woods
Regola di Ramsey per tariffe e imposte Ramsey 1927; Boiteux 1951-56 Boiteux la ricava senza conoscere Ramsey
Teorema della ragnatela Schultz, Tinbergen e Ricci 1930 Nulla: tre paesi, stesso anno
Primi modelli macrodinamici Frisch 1933; Kalecki 1933 Nulla: stesso anno
Pareggiamento dei prezzi dei fattori Lerner 1933; Samuelson 1948 Mancata pubblicazione: il saggio di Lerner resta inedito per quasi vent'anni
IS-LM Harrod, Meade e Hicks, Oxford, settembre 1936 Nulla: tre relazioni allo stesso simposio
Programmazione lineare Kantorovich 1939; Dantzig e Koopmans, anni Quaranta Lingua e cortina di ferro
Portafoglio media-varianza de Finetti 1940; Markowitz 1952; Roy 1952 Lingua e disciplina: in italiano, su una rivista attuariale
Moltiplicatore del bilancio in pareggio Gelting 1941; W. Salant 1942; Samuelson; altri, circa sei in tutto Danese e lavori non pubblicati
Esistenza dell'equilibrio generale McKenzie 1954; Arrow e Debreu 1954 Nulla: due fascicoli consecutivi di Econometrica
Consumo e reddito di lungo periodo Modigliani e Brumberg 1954; Friedman 1957 Tre anni e ideologie opposte
Crescita neoclassica Solow, febbraio 1956; Swan, dicembre 1956 Dieci mesi e la distanza fra Boston e Canberra
Regola aurea dell'accumulazione Desrousseaux e Phelps 1961; Allais, Meade e von Weizsäcker 1962; Swan 1964 Nulla: solo i tempi di stampa
CAPM Treynor 1961-62; Sharpe 1964; Lintner 1965; Mossin 1966 Il manoscritto di Treynor non viene pubblicato
Casualità dei prezzi speculativi Samuelson 1965; Mandelbrot 1966 Nulla: un anno
Prezzo delle opzioni Black e Scholes 1973; Merton 1973 Nulla: lavoravano a stretto contatto

L'elenco segue soprattutto Niehans (1992), integrato con le fonti collegate a ogni riga. Non è un censimento: sull'indipendenza di alcuni casi gli storici discutono, come mostrano i casi di studio più avanti.

Due modi di essere multipli: il grappolo e la riscoperta

Messi su una linea del tempo, i multipli economici si dividono in due famiglie: i grappoli, in cui più autori arrivano insieme, e le riscoperte, in cui la stessa idea riappare dopo decenni.

Grappoli e riscoperte: i multipli dell'economia su una linea del tempo

Nessuna delle idee nate dopo il 1950 ha dovuto essere riscoperta a distanza: in questo campione compaiono solo come grappoli. È l'effetto atteso di una professione che pubblica in inglese, usa la stessa matematica e fa circolare i lavori prima della stampa.

Dieci casi letti con Merton

I casi mostrano le tre varianti del multiplo, cioè il grappolo, la riscoperta e la disputa, e quanto sia raro il multiplo «puro».

1815: la rendita, quattro pamphlet in tre settimane

Thomas Robert Malthus, uno dei quattro autori dei pamphlet sulla rendita del 1815. Foto: Wellcome Collection / Wikimedia Commons

Nel febbraio 1815, mentre il Parlamento discute le Corn Laws, Malthus, West, Torrens e Ricardo pubblicano in circa tre settimane la stessa teoria della rendita differenziale. Nella prefazione ai Principi (1817) Ricardo riconosce a Malthus e a West di avere presentato «quasi nello stesso momento» la vera dottrina della rendita. È il caso che Macaulay sceglie nel 1828 per sostenere che le scoperte arrivano quando i tempi sono pronti.

Due cautele. James Anderson aveva esposto l'idea nel 1777. E gli storici discutono quanto i pamphlet di Malthus, usciti per primi, abbiano influenzato gli altri: qui l'indipendenza è questione di giorni.

1814-1817: i vantaggi comparati e una disputa lunga due secoli

David Ricardo, ritratto di Thomas Phillips (1821). Foto: Wikimedia Commons

Torrens enuncia il principio in un passo del 1815; Ricardo lo sviluppa nel 1817 con l'esempio di panno e vino, i «quattro numeri magici» di Samuelson. Nello stesso 1815 lo formula Heinrich von Storch a San Pietroburgo. Un pamphlet anonimo del 1814, che Torrens indicava fra le sue fonti, lo espone ancora prima: lo ha riportato alla luce Giancarlo de Vivo nel 2010.

Torrens rivendica la priorità solo nel 1826, tre anni dopo la morte di Ricardo, e di nuovo nel 1857. John Stuart Mill gliela riconosce in una nota del 1862. Viner e Robbins dividono il merito: a Torrens la prima pubblicazione, a Ricardo l'elaborazione e il successo. Ruffin (2005) parla invece di «mito di Torrens». Dopo duecento anni non c'è consenso.

1854-1874: l'utilità marginale, il multiplo più discusso

William Stanley Jevons, uno dei tre scopritori indipendenti dell'utilità marginale. Foto: Wikimedia Commons

Jevons (1871), Menger (1871) e Walras (1874) arrivano all'utilità marginale in tre paesi e tre lingue. Gossen l'aveva pubblicata nel 1854 in un libro che quasi nessuno lesse. È il multiplo più citato della storia del pensiero economico e il più contestato.

Mark Blaug (1972) si chiese se una «rivoluzione marginalista» ci sia mai stata. William Jaffé (1976) propose di «de-omogeneizzare» i tre, diversi per problemi e metodo. Niehans restringe il multiplo alla condizione di equilibrio del consumatore: la trovano Gossen, Jevons e Walras, non Menger.

1915-1934: Slutsky, in italiano

Nel 1915 il russo Evgenij Slutsky pubblica sul Giornale degli Economisti «Sulla teoria del bilancio del consumatore», con la scomposizione dell'effetto di un prezzo in sostituzione e reddito. L'articolo, matematico e in italiano, resta inutilizzato. Nel 1934 Hicks e Allen reinventano la scomposizione senza conoscerlo.

1930: la ragnatela, tre paesi nello stesso anno

Henry Schultz negli Stati Uniti, Jan Tinbergen in Olanda e l'italiano Umberto Ricci formalizzano nel 1930, a quanto risulta in modo indipendente, la dinamica di un mercato in cui l'offerta risponde al prezzo con ritardo. Tutti e tre partivano dai lavori statistici di Henry L. Moore: stesso problema, stessi strumenti. Il nome «teorema della ragnatela» arriva con Kaldor nel 1934, la sistemazione con Ezekiel nel 1938.

1940-1952: de Finetti anticipa Markowitz

Nel 1940 Bruno de Finetti, studiando la riassicurazione, imposta l'analisi media-varianza con rischi correlati nel saggio «Il problema dei pieni». Markowitz e A. D. Roy la portano in finanza nel 1952. Nel 2006 è lo stesso Markowitz a intitolare un articolo «de Finetti scoops Markowitz», precisando che de Finetti aveva risolto il caso di rischi non correlati e non quello generale.

1954: l'equilibrio generale e il terzo uomo

La dimostrazione di esistenza dell'equilibrio concorrenziale è nota come «Arrow-Debreu», dall'articolo uscito su Econometrica nel luglio 1954. Lionel McKenzie aveva pubblicato una dimostrazione nel fascicolo precedente della stessa rivista. Arrow (1972) e Debreu (1983) hanno avuto il Nobel, McKenzie no. Düppe e Weintraub (2014) hanno ricostruito la vicenda sugli archivi come un problema di credito scientifico.

1956: Solow e Swan

Solow pubblica a febbraio sul Quarterly Journal of Economics, Swan a dicembre sull'Economic Record. Il fascicolo con Solow arriva a Canberra in aprile, ma Swan presenta il suo modello a un seminario di giugno o luglio senza averlo visto, davanti a James Meade. Nei manuali resta il «modello di Solow».

Dimand e Spencer indicano cause in parte accidentali: la data, la rivista australiana, la scelta di esporre il modello con la sola Cobb-Douglas, la riluttanza di Swan a pubblicare.

1961-1966: il CAPM in quattro versioni

Jack Treynor (manoscritti del 1961-62), William Sharpe (1964), John Lintner (1965) e Jan Mossin (1966) costruiscono lo stesso modello partendo da Markowitz. Il lavoro di Treynor circola in ciclostile ma non esce su rivista: sarà stampato solo nel 1999. Il Nobel del 1990 premia Sharpe.

1973: le opzioni, in casa Merton

Robert C. Merton, figlio di Robert K., premio Nobel 1997 per la formula delle opzioni. Foto: Wikimedia Commons

Black e Scholes pubblicano la formula sul Journal of Political Economy di maggio-giugno 1973; Robert C. Merton pubblica derivazione ed estensioni sul Bell Journal nella primavera dello stesso anno. Non è un multiplo puro: secondo l'archivio di Harvard i tre crearono la teoria in parte in modo indipendente e in parte in collaborazione, con Scholes e Merton al MIT e Black ospite assiduo.

Il figlio del teorico della priorità chiama il modello «Black-Scholes» nel proprio articolo. Il Nobel del 1997 andrà a lui e a Scholes: Black era morto nel 1995.

Quando i tempi non sono maturi: scoperte premature e veri singoli

La teoria ha un rovescio: un'idea giusta arrivata troppo presto non viene raccolta, e alcune idee non vengono duplicate affatto.

Autore e anno Idea Che cosa accadde
Cantillon, 1755 Modello lineare dei prezzi ricondotti alla terra Mai duplicato: secondo Niehans avrebbe risparmiato errori a Quesnay, Ricardo e Marx
Cournot, 1838 Teoria matematica dell'impresa e dell'oligopolio Per decenni un solo lettore capace di usarla, Marshall; ripresa negli anni Trenta
Gossen, 1854 Utilità marginale ed equilibrio del consumatore Libro ignorato, ritrovato dopo Jevons e Walras
Bachelier, 1900 Moto browniano dei prezzi e formula per le opzioni Dimenticato finché Samuelson e i suoi allievi non lo riscoprono
Slutsky, 1915 Effetti di sostituzione e di reddito Reinventati da Hicks e Allen nel 1934
von Neumann, 1928 Teoria dei giochi Singolo: nessun altro lavorava nella stessa direzione; rilanciata con Morgenstern nel 1944
de Finetti, 1940 Analisi media-varianza Riconosciuto da Markowitz nel 2006
Leontief, 1941 Analisi input-output Singolo: senza Leontief, per Niehans, questa tappa sarebbe stata saltata
Muth, 1961 Aspettative razionali Inutilizzato per dieci anni, poi base della macroeconomia di Lucas

Merton conosce l'obiezione. Ammette che le scoperte ritardate a lungo sono un problema per la teoria e risponde che conta il «tempo sociale e culturale», non quello del calendario: due scoperte lontane negli anni possono nascere nelle stesse condizioni intellettuali.

Per Stigler la chiave è la domanda di idee. Un risultato si afferma quando la disciplina ne ha bisogno; prima di allora resta un precedente che nessuno usa. Per Niehans i veri singoli esistono ma sono pochi: nella maggior parte dei contributi classici c'è il segno che qualcun altro ci sarebbe arrivato.

Priorità, eponimia ed effetto San Matteo

Il multiplo pone un problema di credito: di più scopritori, la memoria della disciplina ne conserva di solito uno, e non sempre il primo.

La priorità. Per Merton (1957) le liti sulla precedenza nascono dalle norme della scienza. L'originalità è il valore più alto e il riconoscimento dei colleghi è la ricompensa; insieme, però, è richiesta la modestia. Lo scienziato è preso fra le due. In economia un caso tipico è Walras, che nel 1896 rivendicò contro Wicksteed la teoria della produttività marginale: oggi si ritiene che l'avesse appresa da Enrico Barone.

L'eponimia. Dare a una scoperta il nome di una persona è il premio più alto e il più impreciso. Stephen Stigler ne ha fatto una legge: nessuna scoperta porta il nome del suo primo scopritore. Gli esempi economici non mancano:

L'effetto San Matteo. Merton (1968) osserva che, a parità di contributo, il credito va al nome più noto: «a chiunque ha sarà dato». Vale in particolare per i multipli fra studiosi di rango diverso. Samuelson lo disse di Ricardo e Torrens: nella storia della teoria il nome maggiore scaccia il minore. A marzo 2009 l'articolo di Solow del 1956 contava 1.718 citazioni, quello di Swan 401.

C'è un'eccezione di famiglia. Robert C. Merton, co-scopritore della formula delle opzioni, la chiamò con i nomi degli altri due.

Il Nobel davanti ai multipli

Il premio Nobel rende visibile il problema del credito: va al massimo a tre persone e non si assegna alla memoria, mentre i multipli hanno spesso più scopritori, alcuni già scomparsi.

Scoperta Premiati Co-scopritori senza premio
Programmazione lineare Kantorovich e Koopmans, 1975 Dantzig
Equilibrio generale Arrow 1972, Debreu 1983 McKenzie
Crescita neoclassica Solow, 1987 Swan, morto nel 1989
Portafoglio media-varianza Markowitz, 1990 de Finetti, morto nel 1985; Roy
CAPM Sharpe, 1990 Lintner, morto nel 1983; Mossin, morto nel 1987; Treynor
Prezzo delle opzioni Merton e Scholes, 1997 Black, morto nel 1995
Consumo e reddito di lungo periodo Friedman 1976, Modigliani 1985 Nessuno: premiati entrambi, in anni diversi

Il premio si è adattato. Negli anni Ottanta tutti e dieci i premi andarono a un solo studioso; fra il 2020 e il 2025 è accaduto una volta su sei.

Il Nobel per l'economia: numero medio di premiati per premio, 1969-2025

La disciplina è diventata più affollata e più collettiva, e chi premia si trova sempre più spesso davanti a scoperte con molti padri. Il tetto di tre resta: con quattro versioni del CAPM o sei della regola aurea, qualcuno è escluso per costruzione.

Critiche e limiti

La tesi di Merton regge come regola di lettura della storia della scienza, non come legge: le obiezioni più serie riguardano che cosa conta come «la stessa scoperta» e quanto i multipli siano davvero frequenti.

Obiezione Chi la solleva Che cosa resta della tesi
È quasi inconfutabile: se ogni singolo è un multiplo mancato, nessun caso la smentisce Merton stesso la dice quasi non verificabile; Georgescu-Roegen la giudica tautologica Vale come programma di ricerca: chiede di spiegare i singoli, non di negarli
I co-scopritori non hanno scoperto la stessa cosa Patinkin sul messaggio centrale, Jaffé sui tre marginalisti, Brooke sulla storia della scienza Il multiplo è spesso una somiglianza di famiglia: va dimostrato caso per caso
L'indipendenza è dubbia Gli storici dei casi del 1815 e del 1973: gli autori si leggevano o lavoravano insieme Gli scambi informali fanno parte dei «tempi maturi», ma indeboliscono la prova
Gli elenchi mostrano che i multipli sono possibili, non quanto sono frequenti Clancy Dove si misura sono il 2-3% dei progetti, molti di più fra le scoperte importanti
La distribuzione non è quella del caso Brannigan e Wanner; Li, Lin e Wu La coda lunga rafforza l'idea di problemi maturi che attirano molti
Esistono scoperte premature e veri singoli Georgescu-Roegen, Niehans La maturità riguarda anche chi riceve l'idea, non solo chi la produce
Presuppone un progresso cumulativo e inevitabile Mirowski, De Marchi Per Niehans in economia è cumulativa la logica degli strumenti, non la conoscenza empirica
I multipli non servono a provare che la scienza è sociale George Stigler Restano l'esperimento naturale migliore di cui lo storico dispone

Che cosa se ne ricava

La lezione di Merton per l'economia è che la domanda utile non è «chi è arrivato primo?» ma «perché proprio allora, e perché in tanti?».

  1. Per chi fa storia delle idee. Un multiplo è un esperimento naturale, come i gemelli per il genetista: lo stesso risultato in condizioni diverse mostra che cosa conta e che cosa no. In economia, dice Niehans, conta lo stato degli strumenti analitici più dell'ideologia o della congiuntura.
  2. Per chi fa ricerca. Se un problema è maturo, altri ci stanno lavorando. Far circolare presto i risultati non è vanità: è il modo in cui la priorità viene registrata e la duplicazione evitata. Swan, che pubblicava poco e tardi, è l'esempio contrario.
  3. Per chi valuta. Eponimi e premi comprimono il credito su un nome. La storia dei multipli invita a leggere «Solow», «Arrow-Debreu» o «Black-Scholes» come etichette, non come attribuzioni.
  4. Per chi finanzia la ricerca. La ridondanza protegge le scoperte importanti, non le altre. Sui problemi poco frequentati un'idea persa può restare persa per decenni: lì la varietà dei programmi vale più della concorrenza sullo stesso tema.

Resta aperta la questione del presente. Niehans vedeva due forze opposte. L'inglese come lingua comune, la formazione matematica uniforme e le banche dati riducono le riscoperte; la crescita delle pubblicazioni e di una comunità di ricerca mondiale le moltiplica. Le misure recenti dicono che i multipli non sono scomparsi: sono diventati corse fra squadre che lavorano nello stesso momento.

Cronologia essenziale

Anno Evento
2025 Li, Lin e Wu: su 40 milioni di articoli le svolte arrivano in più copie. Hill e Stein misurano il costo di arrivare secondi
2014 Düppe e Weintraub, Finding Equilibrium
2006 Markowitz, «de Finetti scoops Markowitz»
2003 Muore Robert K. Merton
1997 Nobel a Robert C. Merton e Myron Scholes
1995 Niehans, «Multiple discoveries in economic theory», con i commenti di De Marchi e Mirowski
1994 National Medal of Science a Merton
1982 Patinkin, Anticipations of the General Theory?
1980 Festschrift per Merton: saggi di George Stigler, Samuelson e Stephen Stigler
1973 Esce The Sociology of Science. Formula delle opzioni di Black, Scholes e Merton figlio
1968 Merton, «The Matthew Effect in Science»
1963 Merton, «Resistance to the Systematic Study of Multiple Discoveries in Science»
1961 Merton, «Singletons and Multiples in Scientific Discovery»
1957 Merton, «Priorities in Scientific Discovery»
1922 Ogburn e Thomas, «Are Inventions Inevitable?»: 148 casi
1828 Macaulay usa la teoria della rendita come esempio di scoperta simultanea
1815 Quattro pamphlet sulla rendita in tre settimane

Fonti

Pagine consultate il 13 ottobre 2026. Sono stati letti per intero Merton (1961), Niehans (1992), Madarász (2024), Dimand e Spencer (2009), Clancy (2022) e Li, Lin e Wu (2025); delle altre pagine sono stati usati abstract o estratti.

Merton

Multipli in economia

Misure e verifiche

Opere citate di seconda mano

Non consultate direttamente: Merton (1957, 1968); Price (1963); Hagstrom (1974); Simonton (1978, 1979); Stigler, Samuelson e Stephen Stigler (1980); Brannigan e Wanner (1983); Dasgupta e David (1994); Niehans, De Marchi e Mirowski (1995); Blaug (1972); Viner (1937); Robbins (1958); Ruffin (2005); de Vivo (2010).

Fonte: Giovanni Cialone · Horizon Brief

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