I sussidi federali alle assicurazioni possono, in teoria, essere “catturati” quando una polizza sostenuta con fondi pubblici finisce per replicare un prodotto già disponibile sui mercati privati. Un nuovo studio di Yifei Zhang, Andrew Keller, Shawn Arita e Sandro Steinbach esamina se questa preoccupazione si applichi al Livestock Risk Protection (LRP), un programma supportato dall’USDA che assicura gli allevatori contro i cali dei prezzi tramite contratti che assomigliano molto a opzioni put negoziate al Chicago Mercantile Exchange (CME).
I ricercatori analizzano i registri delle sottoscrizioni (endorsements) LRP insieme a dati abbinati sulle opzioni CME, nel periodo 2020-2025. Individuano un andamento netto: gli acquisti di copertura LRP non sono distribuiti uniformemente nel tempo. Al contrario, le sottoscrizioni tendono a concentrarsi in prossimità delle date di scadenza delle opzioni CME—con evidenza particolarmente marcata per i vitelli da ristallo (feeder cattle) e i suini magri (lean hogs). Questa concentrazione è rilevante perché, almeno in apparenza, potrebbe essere compatibile con tentativi di sfruttare differenze tra i premi LRP sovvenzionati e i prezzi delle opzioni determinati dal mercato.
Ma la tempistica, da sola, non prova la cattura del sussidio. Un limite cruciale è che i dati non rivelano l’intera esposizione degli allevatori in derivati. Senza osservare se un produttore negozi anche opzioni CME, non è possibile inferire una strategia dalle date di sottoscrizione. Per andare oltre l’evidenza circostanziale, gli autori costruiscono rendimenti simulati per strategie combinate LRP-e-CME utilizzando i termini contrattuali effettivi e i prezzi osservati delle opzioni, quindi sottopongono tali strategie a stress test in presenza di vincoli di negoziazione realistici.
Questi vincoli—spesso trascurati nei confronti “a spanne”—includono gli spread denaro-lettera nei mercati delle opzioni, i requisiti di margine e il costo di finanziamento delle posizioni. Tenendo conto di queste frizioni, gli autori riportano che il sussidio crea effettivamente un “cuneo” (wedge) osservabile al momento dell’acquisto dell’LRP: il premio sovvenzionato può apparire economico rispetto a un’opzione comparabile quotata in borsa. Tuttavia, trasformare quel cuneo in profitti economicamente significativi si rivela difficile.
Tra le diverse commodity, i guadagni realizzati simulati derivanti dall’abbinamento tra LRP e posizioni CME risultano in genere contenuti e fortemente dipendenti dalle condizioni di mercato. I risultati migliori emergono nei periodi di bassa volatilità, quando la variabilità dei prezzi effettivamente realizzata finisce per essere inferiore a quella implicata dai mercati delle opzioni al momento dell’acquisto. Anche in questo caso, però, lo studio individua un importante compromesso: le strategie progettate per monetizzare l’apparente vantaggio sul premio tendono a peggiorare sensibilmente gli esiti sul lato downside rispetto al semplice mantenimento della sola assicurazione LRP. In altre parole, le posizioni combinate possono erodere la protezione che l’LRP è destinato a offrire, lasciando i produttori esposti quando i prezzi si muovono contro di loro.
Gli autori cercano anche segnali che regimi di mercato o cambiamenti di policy possano spiegare la concentrazione delle sottoscrizioni. L’addensamento attorno alle scadenze persiste in diversi contesti di volatilità e permane anche dopo le revisioni dell’LRP Handbook nel 2025. Questa persistenza, sostengono, indebolisce l’ipotesi che i pattern temporali riflettano una cattura opportunistica e diffusa del sussidio. Piuttosto, la concentrazione potrebbe essere guidata da fattori più ordinari, come l’allineamento dei termini contrattuali LRP con il calendario delle opzioni CME e abitudini di copertura (hedging) routinarie tra produttori e intermediari.
La ricerca è stata sostenuta dall’Office of the Chief Economist del U.S. Department of Agriculture nell’ambito del Cooperative Agreement 58-0111-24-002. Gli autori ringraziano per i commenti i partecipanti al workshop NBER dell’autunno 2025 su Risk and Risk Management in the Agricultural Economy, il discussant Alan Ker e i partecipanti al seminario di economia della Iowa State University della primavera 2026. Precisano che le conclusioni sono esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni delle istituzioni di afferenza, degli enti finanziatori o del National Bureau of Economic Research.
