Una nuova analisi delle cartelle cliniche nazionali della Corea del Sud offre uno sguardo dettagliato su come il reddito sia legato alla salute nella mezza età — e sul perché tali differenze di salute potrebbero non spiegare pienamente i successivi divari di sopravvivenza.
I ricercatori Liran Einav, Amy Finkelstein e Sehyun Hong hanno studiato gli adulti in “età centrale” collegando i risultati individuali degli screening cardiovascolari ai dati fiscali sul reddito e ai successivi esiti di mortalità. Il loro dataset si basava su un campione rappresentativo di circa 350.000 coreani tra i 47 e i 57 anni che hanno partecipato a esami sanitari di popolazione, consentendo al team di confrontare misure cliniche oggettive, comportamenti auto-riferiti e decessi successivi lungo la distribuzione del reddito.
Sia tra gli uomini sia tra le donne, gli autori hanno riscontrato uno schema netto per diversi importanti fattori di rischio: un reddito più elevato era associato a tassi più bassi di pressione arteriosa elevata, glicemia alta e indice di massa corporea (BMI) elevato. In altre parole, queste condizioni mostravano un gradiente negativo rispetto al reddito — la salute migliorava con l’aumentare del reddito. Il colesterolo alto, tuttavia, non seguiva lo stesso andamento legato al reddito, distinguendosi come eccezione tra le misure cliniche esaminate.
La forza della relazione tra reddito e malattia differiva anche per sesso. Per le condizioni di salute che variavano in funzione del reddito, i gradienti erano più ripidi tra le donne rispetto agli uomini, indicando differenze di salute più ampie tra livelli di reddito per le donne in questo gruppo di mezza età. È importante sottolineare che queste disparità non erano distribuite uniformemente lungo la scala dei redditi. Al contrario, tendevano a concentrarsi nella metà superiore della distribuzione, suggerendo che gran parte del fenomeno si osserva tra i gruppi a reddito medio e alto, piuttosto che essere determinato esclusivamente dalle famiglie più povere. La stessa forma generale emergeva quando i ricercatori hanno esaminato i comportamenti di salute, con gradienti comportamento-reddito anch’essi più marcati nella metà superiore dei redditi.
Quando il team è passato alla mortalità, lo schema per reddito è riemerso, di nuovo concentrato tra i percettori di redditi più elevati, ma con un diverso profilo di genere: il gradiente mortalità-reddito era più ripido per gli uomini che per le donne. Cioè, i tassi di mortalità successivi degli uomini variavano più fortemente con il reddito rispetto a quelli delle donne, anche se le donne mostravano gradienti di reddito più accentuati per diverse misure di malattia nella mezza età.
Un messaggio centrale dello studio è che questi indicatori clinici e comportamenti nella mezza età — pur essendo fortemente predittivi di chi morirà in seguito — spiegano solo in minima parte il divario di mortalità associato al reddito. Anche per i decessi cardiovascolari, per i quali pressione, glicemia e BMI dovrebbero contare molto, le differenze di salute e di comportamenti misurati per livello di reddito rappresentavano solo una piccola quota della successiva relazione tra mortalità e reddito.
I risultati portano a una conclusione più generale: ciò che alimenta il ben documentato legame tra reddito e longevità potrebbe non essere principalmente costituito da differenze nel carico di malattia già visibili tra la fine dei 40 e i 50 anni. Piuttosto, suggeriscono gli autori, altri fattori oltre alla salute misurata nella mezza età — potenzialmente inclusi lo sviluppo di malattie nelle età successive, l’accesso alle cure o la loro qualità, esposizioni cumulative, condizioni sociali o altri rischi non misurati — sembrano svolgere un ruolo maggiore nel determinare le differenze di mortalità in età più avanzata.
I ricercatori hanno ringraziato il Korean National Health Insurance Service per l’accesso ai dati (approvazione n. NHIS-2023-1-821) e hanno riconosciuto collaboratori e partecipanti a conferenze per i commenti ricevuti. Hong ha riportato un sostegno da parte dell’Agence Nationale de la Recherche francese (ANR-17-EURE-001). Gli autori hanno inoltre indicato le consuete dichiarazioni, tra cui che le opinioni espresse non riflettono necessariamente quelle del National Bureau of Economic Research, e hanno divulgato legami di consulenza e partecipazioni azionarie che coinvolgono Nuna Health.
Why it matters
I divari nell’aspettativa di vita associati al reddito sono una delle principali preoccupazioni di policy pubblica, e questo studio suggerisce che le radici di tali divari potrebbero non essere colte dai soli screening standard dei fattori di rischio nella mezza età. Per i sistemi sanitari e i governi, i risultati implicano che ridurre la disuguaglianza di mortalità potrebbe richiedere più che migliorare l’individuazione nella mezza età di ipertensione o diabete. La prossima sfida è identificare quali meccanismi nelle età successive — accesso alle cure, differenze di trattamento, ambiente o altri determinanti sociali — traducano effettivamente il reddito in vite più lunghe.
