Gli economisti sostengono da tempo che il contatto tra gruppi sociali possa attenuare i pregiudizi e correggere gli stereotipi. Un nuovo esperimento sul campo in India suggerisce che come le persone si incontrano può essere importante quanto se si incontrano—perché interazioni brevi con molti membri dell’outgroup possono plasmare le credenze in modo diverso rispetto a un’esposizione prolungata a un solo individuo.
In uno studio guidato da Anujit Chakraborty, Arkadev Ghosh, Matt Lowe e Gareth Nellis, i ricercatori hanno testato due forme di contatto intergruppo: il contatto “profondo” (deep contact), definito come un coinvolgimento ripetuto e più lungo con lo stesso membro dell’outgroup, e il contatto “ampio” (broad contact), definito come interazioni brevi distribuite su più membri dell’outgroup. Il team ha ipotizzato che questi formati avrebbero influenzato in modo distinto l’apprendimento e le relazioni.
Per esaminarlo, i ricercatori hanno allestito un contesto di fabbrica in India e reclutato uomini indù e musulmani per partecipare. I lavoratori sono stati abbinati per svolgere compiti produttivi congiunti, creando opportunità ripetute di collaborazione. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a una di diverse condizioni: un assetto di contatto profondo in cui una persona lavorava ogni giorno con lo stesso partner (del proprio gruppo o dell’altro gruppo), un assetto di contatto ampio in cui una persona lavorava ogni giorno con un partner dell’outgroup diverso, oppure un gruppo di controllo.
I risultati mostrano una netta separazione tra costruzione di relazioni e aggiornamento delle credenze. Quando i lavoratori rimanevano nel tempo con lo stesso partner dell’outgroup, sviluppavano legami sociali ed economici più forti con quell’individuo—una prova che la cooperazione ripetuta può approfondire i legami tra gruppi su base persona-a-persona.
Ma quando si trattava di correggere le percezioni errate sugli sconosciuti dell’outgroup, l’approccio di contatto ampio funzionava meglio—soprattutto per i membri del gruppo di maggioranza. Solo chi ruotava tra più partner dell’outgroup riduceva le proprie credenze sbagliate su membri non familiari dell’outgroup. Gli autori interpretano questo come evidenza che interagire con un campione più ampio di persone fornisce informazioni più rappresentative, rendendo più facile aggiornare le credenze sul gruppo nel suo complesso.
Una parte chiave dell’analisi utilizza le differenze di produttività dei partner misurate prima dell’intervento. Questa variazione all’interno dei trattamenti consente ai ricercatori di verificare se i partecipanti abbiano effettivamente imparato da chi venivano abbinati. Scoprono che i lavoratori, sia nelle condizioni di contatto profondo sia in quelle di contatto ampio, imparavano qualcosa sui propri partner. La differenza cruciale è ciò che accadeva dopo: i partecipanti nella condizione di contatto ampio erano più propensi a estendere quanto appreso—generalizzando dalle esperienze con partner specifici alle credenze su estranei dell’outgroup.
I risultati sono coerenti con un semplice modello di apprendimento: estrazioni indipendenti da una popolazione (incontrare molte persone diverse) generano informazioni migliori sulla popolazione rispetto a un’interazione ripetuta con un singolo individuo, potenzialmente non rappresentativo. Un coinvolgimento prolungato può costruire fiducia con una persona senza necessariamente cambiare il modo in cui qualcuno percepisce il gruppo più ampio.
È importante notare che lo studio individua limiti in entrambi gli approcci. Nonostante un apprendimento misurabile e, nel caso del contatto profondo, legami intergruppo più forti con un partner specifico, nessun tipo di contatto ha modificato il comportamento nei confronti dell’outgroup più ampio.
Il progetto è stato pre-registrato nell’AEA RCT Registry (AEARCTR-0013126) e ha ricevuto l’approvazione etica da University of British Columbia (H23-03476), Duke University (2024-0213), UC San Diego (809306) e UC Davis (2136225-1). Il finanziamento è arrivato da più fonti, tra cui il Weiss Fund for Research in Development Economics, UCSD Senate General Research, il Social Science Research Institute di Duke, il Development Economics Challenge di CEGA e l’Institute for Humane Studies.
Perché è importante
Gli sforzi per ridurre le divisioni sociali spesso si basano sul mettere i gruppi in contatto, ma questa evidenza suggerisce che la progettazione dei programmi è decisiva: incontrare molti membri dell’outgroup può fare di più per correggere percezioni errate generalizzate rispetto al contatto ripetuto con una sola persona. Allo stesso tempo, l’assenza di cambiamenti comportamentali verso l’outgroup più ampio sottolinea quanto sia difficile tradurre l’aggiornamento delle credenze in azione. Interventi futuri potrebbero dover combinare un’esposizione ampia con meccanismi capaci di spostare incentivi e norme oltre l’interazione immediata.
