La campagna anti-corruzione di Xi Jinping sta rimodellando le forze armate cinesi attorno alla lealtà politica, ma le epurazioni ripetute hanno lasciato vuoti e instabilità ai vertici di comando dell’EPL.

Xi Jinping ha trascorso anni a rafforzare la sua presa sulle forze armate cinesi, ricorrendo a vaste campagne anticorruzione e a indagini disciplinari per rimuovere alti ufficiali e rimodellare l’Esercito Popolare di Liberazione (People’s Liberation Army, PLA) in una forza i cui vertici sono chiamati a dimostrare, prima di tutto, obbedienza politica. Ma questa spinta alla lealtà ha anche lasciato vuoti visibili nel comando superiore del PLA — soprattutto all’interno della Commissione Militare Centrale (Central Military Commission, CMC), il massimo organo decisionale militare del Partito comunista — in un momento in cui Pechino si prepara a importanti riunioni a porte chiuse che tradizionalmente chiariscono le priorità in materia di personale e di politica.

La CMC è concepita per essere il vertice della catena di comando, incaricata di definire la strategia e supervisionare le forze armate e i principali dipartimenti militari. Sotto Xi, è diventata anche lo strumento centrale per imporre il controllo del Partito sulle armi. Eppure, ondate ripetute di epurazioni e indagini hanno creato una dinamica insolita: mentre Xi sembra consolidare l’autorità, il ricambio ai vertici può svuotare proprio la struttura deputata a tradurre tale autorità in un comando coerente.

Negli ultimi anni, una serie di casi di alto profilo ha segnalato l’intensità della “pulizia” voluta da Xi. Comandanti senior e figure dell’industria della difesa sono stati indagati o rimossi, e le promozioni sono state accompagnate da dimostrazioni di fedeltà alla leadership del Partito, altamente coreografate. Il messaggio è inequivocabile: l’affidabilità politica è un prerequisito per l’avanzamento, e l’apparato disciplinare è pronto ad agire rapidamente contro chi viene ritenuto sleale o corrotto.

Quel ruolo di enforcement ha accresciuto la visibilità degli organi disciplinari e politici della CMC. Il vicepresidente della CMC Zhang Shengmin, associato al lavoro anti-corruzione e di supervisione nelle forze armate, è apparso nella copertura ufficiale al fianco di Xi durante cerimonie di promozione di nuovi generali — momenti pubblici che sottolineano come le decisioni sul personale e la “polizia” interna siano ormai al centro della governance militare.

La conseguenza più ampia, tuttavia, è che la gestione degli incarichi ai massimi livelli del PLA è diventata più volatile. Quando un sistema rimuove ripetutamente figure di vertice — soprattutto in portafogli sensibili come armamenti, logistica o forze strategiche — può produrre vacanze di posto, nomine ad interim e incertezza sotto il livello apicale. Anche quando si individuano sostituti, un clima di paura può incentivare l’avversione al rischio e scoraggiare una comunicazione franca lungo la catena di comando, complicando gli sforzi di modernizzare la forza e prepararsi a operazioni complesse.

Questa volatilità conta perché Xi ha legato la propria eredità politica all’accelerazione della modernizzazione militare e alla capacità del PLA di assolvere quelle che Pechino definisce le sue “missioni” in un contesto regionale sempre più teso. Una struttura di comando snella e fidata è essenziale per operazioni congiunte, decisioni rapide e gestione delle crisi. Un corpo dirigente continuamente rimescolato per ragioni disciplinari può risultare più affidabile sul piano politico, ma anche meno stabile e, potenzialmente, meno efficace.

La domanda immediata che gli analisti si trovano ad affrontare è per quanto tempo la CMC e il più ampio comando superiore resteranno in questo stato di incertezza. Il calendario politico cinese aggiunge urgenza: le principali riunioni del Partito spesso comportano aggiustamenti di personale e l’opacità del sistema di Pechino fa sì che i cambiamenti nella leadership militare possano preannunciare segnali politici più ampi. Che Xi continui le epurazioni al ritmo attuale — oppure passi a una fase di ricostruzione e stabilizzazione dei ranghi superiori — influenzerà sia la prontezza operativa del PLA sia l’equilibrio interno del potere nei prossimi mesi.

Perché conta

Le forze armate cinesi sono al centro dei calcoli di sicurezza regionale, con effetti sui Paesi vicini, sulle catene di approvvigionamento globali e sulle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Se le epurazioni continueranno a sfoltire la leadership di vertice, il PLA potrebbe andare incontro a turbolenze interne anche mentre Pechino porta avanti gli obiettivi di modernizzazione e deterrenza. Bisogna tenere d’occhio segnali come l’assegnazione di incarichi rimasti vacanti, cambiamenti nel peso pubblico dei funzionari della disciplina e movimenti di personale coordinati con le principali riunioni del Partito.