El Niño sta peggiorando la sicurezza alimentare globale, sconvolgendo i raccolti, facendo salire i prezzi e aumentando i rischi di fame, ha avvertito un funzionario del FMI. La finanza climatica è considerata fondamentale per rafforzare la resilienza.
El Niño sta spingendo la sicurezza alimentare globale nella direzione sbagliata, contribuendo ad aumentare i prezzi e lasciando più persone esposte al rischio di fame, ha dichiarato un alto funzionario del Fondo Monetario Internazionale in occasione di un incontro in Thailandia.
Intervenendo a Bangkok, il direttore dell’FMI ha indicato l’attuale configurazione meteorologica di El Niño come un fattore importante dietro al peggioramento delle condizioni nei mercati alimentari. El Niño, che altera i regimi di precipitazioni e le temperature in molte regioni, è stato collegato alla siccità in alcune aree dell’Asia e altrove: shock che possono ridurre le rese agricole, mettere sotto pressione le risorse idriche e interrompere le catene di approvvigionamento. Queste pressioni, ha affermato il funzionario, si stanno traducendo in costi alimentari più elevati e in un aggravamento dell’insicurezza alimentare a livello mondiale.
L’allarme arriva mentre le tensioni legate al clima si scontrano sempre più con condizioni economiche fragili in molti Paesi a basso reddito, dove le famiglie destinano una quota consistente del reddito ai beni di prima necessità e i governi hanno margini fiscali limitati per attutire i picchi dei prezzi. Quando i raccolti diminuiscono o le importazioni diventano più costose, le famiglie possono trovarsi subito in difficoltà, mentre i bilanci pubblici sono costretti a estendersi ulteriormente per finanziare sussidi, programmi alimentari d’emergenza o interventi di soccorso in caso di disastri.
Altri partecipanti all’incontro in Thailandia hanno sottolineato che un sostegno finanziario calibrato sui rischi climatici sarà cruciale per i Paesi in prima linea. Hanno sostenuto che la “finanza climatica” (“climate finance”)—fondi destinati ad aiutare le nazioni ad adattarsi agli impatti climatici e a rafforzare la resilienza—dovrebbe svolgere un ruolo centrale nel proteggere le comunità vulnerabili dagli effetti a catena del meteo estremo su agricoltura e disponibilità di cibo.
Una vivida illustrazione di queste pressioni si è potuta osservare nella provincia indonesiana di Giava Occidentale, dove il bacino di Jatigede è stato fotografato in condizioni di siccità il 1 ottobre. Il calo dei livelli dell’acqua può minacciare l’irrigazione delle aziende agricole e ridurre l’affidabilità delle risorse idriche per le aree circostanti, evidenziando quanto rapidamente le anomalie meteorologiche possano trasformarsi in rischi per la produzione alimentare.
Il messaggio dell’FMI riflette una preoccupazione più ampia tra le istituzioni economiche globali: la variabilità climatica non è più un’interruzione occasionale, ma una fonte ricorrente di pressione inflazionistica e rischio umanitario. Mentre El Niño persiste, decisori politici e operatori degli aiuti stanno monitorando ulteriori impatti sui raccolti, sui prezzi delle materie prime e sulla capacità dei Paesi dipendenti dalle importazioni di assicurarsi forniture a prezzi accessibili.
Perché è importante
L’aumento dei prezzi alimentari colpisce per prime e più duramente le famiglie più povere, e gli shock ai raccolti causati dal clima possono trasformare rapidamente lo stress economico in fame. Se i meccanismi di finanza climatica si espandono e diventano più accessibili, i Paesi vulnerabili potrebbero essere in grado di investire meglio nella resilienza alla siccità, nell’irrigazione e nelle reti di protezione sociale prima che le crisi si aggravino. Il prossimo banco di prova sarà capire se gli impegni di finanziamento si tradurranno in un sostegno tempestivo, mentre le perturbazioni legate a El Niño continueranno a svilupparsi.