Il boom delle startup nel Sud-est asiatico si sta raffreddando, mentre i finanziamenti si spostano verso l’IA e il capitale globale si restringe; al contempo persistono ostacoli locali come la burocrazia, l’accesso ai talenti e la scarsità di capitali per la crescita.

La scena delle startup del Sud-est asiatico è entrata negli anni 2020 con slancio. La rapida espansione economica in tutta la regione, mercati di consumo ampi e giovani e la diffusione degli smartphone hanno contribuito a convincere gli investitori che le aziende tech locali potessero scalare rapidamente. Per un periodo, il venture capital è affluito scommettendo che il Sud-est asiatico potesse generare la prossima ondata di piattaforme digitali globali.

Secondo persone che lavorano nell’ecosistema delle startup della regione, quell’ottimismo si è poi attenuato, complice sia il mutamento delle condizioni globali sia barriere locali radicate. Dopo la pandemia di COVID-19, l’ambiente dei finanziamenti si è irrigidito con l’aumento del costo del capitale. Allo stesso tempo, gran parte dell’attenzione del mondo — e dei dollari di investimento — è stata attirata dall’impennata dell’intelligenza artificiale, concentrando i finanziamenti in hub consolidati come Stati Uniti e Cina. La regione ha inoltre dovuto fare i conti con ricadute reputazionali legate a controversie aziendali di alto profilo, con l’Indonesia in particolare segnata da scandali che hanno raffreddato il sentiment.

Al di sotto di questi venti contrari ciclici si colloca una serie di sfide strutturali che, secondo imprenditori e investitori, continuano a limitare la capacità del Sud-est asiatico di produrre aziende in grado di raccogliere capitali con continuità ed espandersi oltre i rispettivi mercati domestici.

Un ostacolo citato spesso è la difficoltà di attirare fondatori stranieri e talenti senior. Chi opera nell’ecosistema sostiene che ostacoli regolatori e pratici possano rendere complicato per i non locali avviare imprese, trasferirsi e operare senza intoppi. In un settore che si fonda su competenze transfrontaliere, reti e abilità specialistiche, limiti all’apertura possono tradursi in un numero inferiore di team competitivi a livello globale e in un accesso più ristretto al capitale internazionale.

Un altro vincolo è la complessità e l’opacità della burocrazia e dei sistemi legali. Le startup, per loro natura, hanno bisogno di velocità: costituzione rapida, regole chiare e applicazione prevedibile. Gli imprenditori descrivono i processi amministrativi e gli ambienti giuridici in alcune parti del Sud-est asiatico come poco chiari e difficili da navigare, con un aumento dei costi di transazione e della incertezza per gli investitori, che richiedono trasparenza prima di impegnare fondi.

Anche la disponibilità di capitale resta un problema. Nonostante gli afflussi precedenti, i fondatori segnalano una carenza di finanziamenti nelle fasi chiave, che rende più difficile sostenere la crescita o perseguire l’espansione regionale. Quando il denaro è più scarso, le giovani aziende subiscono pressioni per ridimensionarsi, rinviare le assunzioni o limitare lo sviluppo del prodotto — tutti fattori che possono ostacolare il salto da successo locale a operatore transfrontaliero.

Infine, le startup della regione spesso faticano a costruire prodotti e brand che risuonino su scala globale. Secondo gli addetti ai lavori, l’incapacità di conquistare con continuità un pubblico internazionale può porre un tetto al potenziale di crescita e ridurre la probabilità di attrarre grandi investitori esteri, soprattutto in una fase in cui i fondi globali si concentrano sui mercati percepiti come in grado di offrire rendimenti eccezionalmente elevati.

Nel loro insieme, questi fattori aiutano a spiegare perché molte startup del Sud-est asiatico stiano trovando più difficile raccogliere capitale e perché un numero minore stia riuscendo a emergere oltre i mercati regionali — anche mentre la domanda dei consumatori e l’adozione del digitale continuano a crescere.

Perché è importante

Il settore delle startup nel Sud-est asiatico incide sull’occupazione, sull’innovazione e sull’accesso ai servizi digitali per centinaia di milioni di persone. Se le barriere strutturali dovessero persistere mentre il capitale globale si sposta altrove, meno imprese potrebbero riuscire a crescere fino a diventare campioni regionali e gli investitori internazionali potrebbero rimanere prudenti. Occorre osservare eventuali cambiamenti di policy che rendano i mercati più trasparenti e accoglienti, e se nuovi cicli di finanziamento torneranno man mano che evolvono i tassi d’interesse e i modelli di investimento nell’IA.