Il governatore della BOJ, Kazuo Ueda, ha dichiarato che l’inflazione di fondo si sta avvicinando all’obiettivo del 2% della banca e che non deve essere consentito che aumenti ulteriormente, segnalando una maggiore vigilanza.
Il governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda ha segnalato venerdì un crescente disagio per l’andamento dell’inflazione in Giappone, affermando che gli aumenti dei prezzi di fondo sono già vicini all’obiettivo del 2% della banca centrale e non dovrebbero essere lasciati accelerare oltre quel livello.
Intervenendo a Bangkok a margine delle riunioni dei funzionari finanziari del Group of 20, Ueda ha detto che le discussioni tra i policymaker hanno riguardato le ricadute economiche del conflitto in Medio Oriente e la rapida espansione dell’intelligenza artificiale—due sviluppi che, ha indicato, potrebbero influenzare le prospettive di crescita globale e la traiettoria dei prezzi.
Le dichiarazioni di Ueda arrivano mentre i mercati cercano indizi sulle prossime mosse di politica monetaria della Bank of Japan, comprese le attese legate alla riunione di ottobre. Tuttavia, Ueda ha evitato di offrire indicazioni specifiche sulle decisioni imminenti, concentrandosi invece sul messaggio più ampio secondo cui l’inflazione si sta avvicinando all’obiettivo dichiarato della BOJ.
Il Giappone ha trascorso anni tentando di portare l’inflazione a un 2% stabile dopo lunghi periodi di debole crescita dei prezzi. Con l’inflazione di fondo ora “abbastanza vicina” a quel traguardo, Ueda ha lasciato intendere che il ragionamento sta cambiando: una volta che l’inflazione è prossima al livello desiderato, il rischio non è più quello di non riuscire a generare slancio dei prezzi, bensì di consentire che diventi eccessiva.
Le sue osservazioni evidenziano una sfida cruciale per la BOJ: bilanciare il sostegno all’economia con la vigilanza contro nuove pressioni sui prezzi. Shock esterni, comprese le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, possono incidere sui costi dell’energia e delle materie prime e propagarsi ai prezzi al consumo. Allo stesso tempo, il boom dell’IA discusso dai funzionari del G20 potrebbe rimodellare produttività e schemi di investimento, con implicazioni incerte per l’attività economica e l’inflazione sia in Giappone sia all’estero.
Pur senza delineare come la BOJ potrebbe reagire, l’affermazione di Ueda secondo cui un’inflazione più alta “non può” essere tollerata suggerisce una maggiore sensibilità a qualsiasi segnale che le pressioni sui prezzi si stiano rafforzando oltre quanto coerente con l’obiettivo della banca centrale.
Perché è importante
Il messaggio di Ueda è un avvertimento a investitori e famiglie: ora che l’inflazione si avvicina al 2%, la BOJ la sta monitorando da vicino. Imprese, prenditori di credito e mercati finanziari sono sensibili a qualsiasi indizio di un cambio di rotta, soprattutto in vista della riunione di ottobre della BOJ. Con i rischi geopolitici e i cambiamenti trainati dalla tecnologia che influenzano i prezzi, i prossimi dati—in particolare il modo in cui la BOJ interpreta l’inflazione “di fondo”—saranno cruciali da osservare.
