Le iscrizioni sono aperte per la NASA Space Apps Challenge 2026, un hackathon globale di un fine settimana che utilizza gli open data della NASA. Team di ogni livello di competenze affronteranno sfide dedicate alla Luna, a Marte e alla scienza.

Sono aperte le registrazioni per la NASA Space Apps Challenge 2026, un evento globale della durata di un weekend che si terrà sabato 14 novembre e domenica 15 novembre. Il programma annuale—spesso descritto come un hackathon—riunisce persone in team per ideare soluzioni pratiche a problemi radicati nell’agenda di ricerca ed esplorazione della NASA, utilizzando i dati gratuiti e liberamente accessibili dell’agenzia.

A differenza di molte competizioni tecnologiche, Space Apps è pensato per una partecipazione ampia. Le competenze di programmazione sono benvenute, ma non indispensabili. La NASA incoraggia a partecipare studenti, scienziati, ingegneri, designer, tecnologi, storyteller e appassionati di spazio di qualsiasi età e livello di esperienza, a riflesso del fatto che le missioni di successo dipendono da molteplici tipi di competenze: analisi dei dati, design human-centered, comunicazione, visualizzazione e problem solving creativo.

«Alla NASA, la scienza è per tutti», ha dichiarato Nicky Fox, associate administrator per la Science Mission Directorate presso il quartier generale della NASA a Washington. Fox ha detto che la challenge 2026 inviterà studenti e partecipanti di tutto il mondo a lavorare con i set di dati della NASA per contribuire a creare quello che ha definito una “guida alla sopravvivenza interplanetaria”: idee e strumenti in grado di supportare gli astronauti che vivono e lavorano sulla Luna e, in futuro, su Marte, generando al tempo stesso benefici per la vita sulla Terra.

Secondo la NASA, la serie di sfide di quest’anno si raggruppa attorno a tre grandi temi: rendere possibile il ritorno degli astronauti sulla Luna, prepararsi a missioni più lontane nel Sistema Solare—including future spedizioni umane su Marte—e approfondire la comprensione scientifica dell’universo.

Una parte significativa del portafoglio di sfide 2026 è collegata ad Artemis, lo sforzo della NASA per stabilire una presenza umana sostenuta sulla Luna e sviluppare capacità per l’esplorazione futura. Alcuni progetti proposti si concentrano sulla regione del polo sud lunare, dove le condizioni di illuminazione, il terreno e i vincoli di comunicazione possono influenzare ogni aspetto, dalla navigazione alle operazioni scientifiche. Altri invitano i team a realizzare strumenti analitici e modelli che aiutino i pianificatori a valutare requisiti logistici e scientifici di permanenze di lunga durata—per esempio come programmare il lavoro in funzione delle finestre di luce solare e comunicazione, o come coordinare attività di superficie complesse. Le simulazioni a livello di sistema che rappresentano operazioni dell’avamposto, salute e sicurezza degli astronauti intendono riflettere le decisioni interconnesse che i team di missione devono gestire.

Un altro filone principale riguarda la prontezza per lo spazio profondo, inclusa la lunga preparazione all’esplorazione umana di Marte. Le sfide della NASA in quest’area includono concetti per operare sulla superficie marziana, metodi per combinare informazioni provenienti da più missioni su Marte e framework per ragionare sui trade-off che emergono quando si progettano missioni lontano dalla Terra. Alcuni compiti enfatizzano il lato umano dell’esplorazione, come approcci per monitorare la salute fisiologica e comportamentale durante lunghi periodi di viaggio e isolamento.

La NASA osserva inoltre che alcune parti della challenge si allineano con la sua più ampia roadmap di esplorazione, che include la preparazione di complesse missioni robotiche verso obiettivi lontani come Europa, luna di Giove, e Titano, luna di Saturno. Testando scelte di progettazione di missione tramite simulazioni o studiando ambienti terrestri che somigliano a condizioni extra-planetarie, i partecipanti possono esplorare come la NASA affronta le operazioni in tutto il Sistema Solare.

La terza area di interesse punta ad ampliare il coinvolgimento nell’astrofisica. I telescopi spaziali e gli osservatori della NASA sono centrali per studiare la storia e la struttura del cosmo, oltre che per individuare e caratterizzare gli esopianeti—mondi al di fuori del Sistema solare. Tra le missioni attive evidenziate per il 2026 figura SPHEREx (the Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer), che sta conducendo un’indagine spettrale dell’intero cielo. Le sfide legate a questi sforzi mettono in evidenza la necessità di migliorare l’accesso ai dati di missione e di sviluppare strumenti che aiutino le persone a esplorare e visualizzare meglio ciò che le missioni stanno scoprendo.

Perché è importante

Space Apps funge da porta d’ingresso pubblica ai dati e alle priorità della NASA, offrendo a studenti e professionisti un modo concreto per contribuire a problemi che incidono sull’esplorazione futura. I risultati possono influenzare il modo in cui i concetti di missione vengono comunicati e come le idee operative vengono testate in anticipo, prima che l’hardware venga costruito. Cosa tenere d’occhio: le specifiche tracce delle sfide che la NASA pubblica e le soluzioni che ne emergono—in particolare strumenti che possano essere riutilizzati da educatori, ricercatori e pianificatori di missione.