La NASA sta portando avanti rover lunari robotici e predisposti per l’equipaggio per mappare il terreno, testare tecnologie e ricognire le risorse in vista di un avamposto sostenibile sulla Luna, inclusi VIPER e i veicoli commerciali per il terreno lunare (commercial lunar terrain vehicles).
La NASA sta puntando con decisione su una nuova generazione di rover lunari — sia robotici sia guidati dagli astronauti — mentre si prepara a stabilire un avamposto di lungo periodo sulla Luna. Ci si aspetta che questi veicoli facciano molto più che offrire trasporto: le prime missioni con rover fungeranno da banchi di prova tecnologici, aiuteranno a mappare terreni inesplorati, sosterranno campagne scientifiche e cercheranno risorse che potrebbero rendere possibile una presenza continuativa. Le informazioni raccolte in queste prime missioni sono pensate per orientare i progetti successivi della mobilità di superficie e l’infrastruttura più ampia di cui gli astronauti avranno bisogno per vivere e lavorare sul suolo lunare.
In un aggiornamento video diffuso martedì, l’agenzia ha offerto uno sguardo più ravvicinato su come stanno avanzando due grandi filoni di sviluppo dei rover: le missioni robotiche di prospezione e i veicoli commerciali per il terreno lunare che in futuro trasporteranno gli astronauti di Artemis. «I rover lunari sono centrali nella nostra strategia di mobilità di superficie», ha detto nell’aggiornamento Robert Pickle, direttore del Surface Mobility Office nel Moon Base Program della NASA. Ha sottolineato che le prestazioni di questi sistemi plasmeranno gli strumenti e le capacità che determineranno quanto efficacemente la NASA potrà costruire ed espandere un avamposto lunare duraturo.
Una delle missioni più seguite è VIPER — il Volatiles Investigating Polar Exploration Rover — che la NASA prevede di inviare nella regione del polo sud lunare nel 2027. VIPER è progettato per entrare in crateri permanentemente in ombra, dove la luce solare non arriva mai e le temperature possono restare estremamente basse, per cercare acqua e altri composti volatili di valore. Secondo la NASA, questi materiali potrebbero sostenere un’esplorazione sostenibile fornendo potenziali risorse di acqua potabile, ossigeno respirabile e propellente per razzi.
VIPER sarà consegnato sulla superficie da un lander Blue Moon Mark 1. Una volta a terra, il rover dovrebbe percorrere oltre 18 miglia (30 chilometri), raccogliendo misurazioni che caratterizzino le condizioni termiche della regione, l’ambiente di illuminazione e il terreno. Oltre al valore immediato per la pianificazione dei futuri avamposti, la NASA si aspetta che i risultati facciano luce su come l’acqua è distribuita sulla Luna e su cosa questo riveli sulla storia della Luna e della Terra — insieme ai processi che hanno contribuito a creare condizioni favorevoli alla vita.
Il controllo operativo della missione avrà base al NASA’s Ames Research Center nella Silicon Valley, in California, dove i team stanno già simulando possibili situazioni che VIPER potrebbe incontrare dopo l’atterraggio. Il rover stesso si trova attualmente al NASA’s Johnson Space Center a Houston, completamente assemblato e sottoposto ai test finali. Successivamente, dovrebbe essere trasferito al NASA’s Kennedy Space Center in Florida per le operazioni di preparazione al lancio.
In parallelo, la NASA sta portando avanti la mobilità per equipaggio attraverso la prima fase dei lunar terrain vehicles, o LTV. L’agenzia ha emesso task orders ad Astrolab e Lunar Outpost per sviluppare questi rover, che dovrebbero arrivare sulla Luna prima degli astronauti. La NASA ha inoltre incaricato Blue Origin, tramite la sua iniziativa Commercial Lunar Payload Services (CLPS), di consegnare gli LTV nella regione del polo sud lunare entro il 2028.
Prima dell’arrivo degli equipaggi, gli LTV saranno operati a distanza dalla Terra, percorrendo fino a 3,7 miglia (6 chilometri) al giorno. Il loro compito includerà la mappatura dettagliata della superficie — fornendo agli scienziati i dati necessari per costruire mappe regionali ad alta risoluzione — e la raccolta di insegnamenti operativi su come lavorare al polo sud della Luna. La NASA è particolarmente concentrata su come i veicoli affrontano le sfide di navigazione e illuminazione e su quanto bene riescono a conservare energia quando, ripetutamente, entrano ed escono da aree in ombra permanente, dove le temperature possono precipitare fino a meno 334°F (meno 203°C).
Quando gli astronauti inizieranno a usare i rover, la NASA si aspetta che gli LTV amplino il raggio d’azione delle spedizioni di superficie Artemis. I veicoli sono progettati per supportare fino a tre passeggiate lunari durante una missione, trasportare fino a 176 libbre (80 chilogrammi) di strumenti e campioni raccolti, e percorrere fino a sei miglia (10 chilometri) con una singola carica della batteria. La proposta di Astrolab, chiamata Crewed Lunar Vehicle 1 (CLV-1), si basa sul progetto FLEX (Flexible Logistics and Exploration Vehicle) dell’azienda; la società ha recentemente consegnato un mockup del rover ad Axiom Space per valutazioni che coinvolgono astronauti della NASA.
Perché è importante
I rover determineranno fin dove gli astronauti possono spingersi, quale scienza potranno svolgere e se risorse come l’acqua lunare potranno essere individuate e, in seguito, utilizzate — prerequisiti fondamentali per una base lunare durevole. I prossimi anni metteranno alla prova se i progetti commerciali sapranno sopravvivere al freddo estremo e all’oscurità del polo sud garantendo al contempo mobilità e mappatura affidabili. I risultati di VIPER e delle prime operazioni degli LTV influenzeranno probabilmente sia le scelte hardware sia il ritmo dell’esplorazione lunare di lunga durata.