Un’immagine presentata dalla NASA mostra la Via Lattea che si inarca sopra Manhattan, utilizzando un filtro nel vicino infrarosso che attenua gran parte dell’inquinamento luminoso visibile della città.

La reputazione di New York come “la città che non dorme mai” è scritta nella luce: lampioni, cartelloni pubblicitari, finestre illuminate e traffico si combinano per inondare il cielo notturno di un chiarore che di norma sovrasta tutto tranne gli oggetti celesti più luminosi. In condizioni tipiche, la Via Lattea sopra Manhattan risulta di fatto cancellata.

Eppure, in un’immagine sorprendente condivisa nell’ambito della serie Astronomy Picture of the Day della NASA, la Via Lattea appare in arco sopra lo skyline della città—un effetto reso possibile non da una notte insolitamente buia, ma da un cambiamento intelligente nel modo in cui la scena è stata registrata. La fotografia è stata realizzata con un filtro progettato per respingere la maggior parte della luce visibile e trasmettere invece le lunghezze d’onda del vicino infrarosso, una banda dello spettro elettromagnetico che si colloca appena oltre la luce rossa e trasporta meno energia rispetto alla gamma del visibile.

Questa scelta è importante perché diversi tipi di illuminazione artificiale si comportano in modo molto diverso al di fuori dello spettro visibile. Nel vicino infrarosso, le vecchie lampadine a incandescenza e alcuni tipi di illuminazione al neon restano forti emettitori. Molte sorgenti luminose moderne diffuse nelle città—soprattutto lampade fluorescenti e LED—producono invece una quantità relativamente ridotta di luce nel vicino infrarosso. Enfatizzando il vicino infrarosso e sopprimendo le lunghezze d’onda visibili, l’assetto del fotografo riduce nell’immagine finale gran parte dell’inquinamento luminoso più pervasivo della città.

Le stelle, nel frattempo, non scompaiono quando la fotocamera sposta la propria attenzione oltre la luce visibile. L’emissione stellare resta intensa nel vicino infrarosso, permettendo ai densi campi stellari della Via Lattea di risaltare anche quando il primo piano è uno degli ambienti urbani più luminosi della Terra. Il risultato è una giustapposizione insolita: una struttura su scala galattica rivelata sopra una metropoli famosa per soffocare la notte.

Al di là dell’ingegnosità tecnica, l’immagine veicola un messaggio più ampio. Sottolinea che il cielo notturno non è esclusivo appannaggio di osservatori remoti e parchi “dark-sky”; con gli strumenti e le tecniche giuste, l’astronomia può ancora arrivare fin dentro luoghi densamente popolati. E offre un promemoria che, nonostante le divisioni a terra, tutti vivono sotto la stessa volta cosmica—un’idea al cuore del motivo per cui l’imaging astronomico continua a risuonare presso il pubblico.

L’immagine APOD in evidenza domani dovrebbe concentrarsi su “Chasing the ISS”.

Perché è importante

L’inquinamento luminoso determina quanto dell’universo miliardi di persone possano vedere, soprattutto nelle grandi città. Questa immagine mostra che la fotografia nel vicino infrarosso può rivelare dettagli celesti che le osservazioni in luce visibile non colgono in mezzo al bagliore urbano. Man mano che l’illuminazione esterna continua a spostarsi verso i LED, sarà interessante osservare come l’evoluzione delle tecnologie di illuminazione modifichi sia il problema dell’inquinamento luminoso sia le strategie utilizzate per aggirarlo.