Le startup cinesi e i produttori di hardware hanno registrato una presenza di rilievo al CEATEC, presentando soluzioni di robotica e tecnologie industriali nonostante i rapporti tesi. In molti vedono il Giappone come un mercato di crescita e un banco di prova.
Sul pavimento di CEATEC, la più grande fiera tecnologica del Giappone, la presenza di startup cinesi e produttori di hardware era difficile da non notare. Dalle dimostrazioni di robotica ai pitch software, aziende di Shenzhen e di altri hub tecnologici cinesi sono arrivate nei pressi di Tokyo questa settimana con un messaggio chiaro: il Giappone resta un mercato che vogliono conquistare, anche mentre le relazioni tra i due Paesi rimangono tese.
Dirigenti ed espositori hanno detto che il contesto politico è impossibile da ignorare. Le tensioni legate a preoccupazioni di sicurezza, catene di approvvigionamento e dispute diplomatiche più ampie si sono intensificate negli ultimi anni, complicando gli investimenti transfrontalieri e le partnership commerciali. Eppure molte aziende cinesi sostengono che la dimensione e la stabilità del settore corporate giapponese — e il suo interesse per tecnologie pratiche di taglio industriale — lo rendano una rara fonte di crescita in un momento in cui le condizioni interne stanno diventando più difficili.
Uno degli esempi più visibili in fiera è stato LimX Dynamics, una startup con sede a Shenzhen che lavora sulla robotica di embodied AI. L’azienda ha attirato folle con un’esibizione di danza pensata per mettere in risalto l’equilibrio e la coordinazione delle sue macchine, un approccio di marketing che aveva anche uno scopo serio: dimostrare l’affidabilità di sistemi robotici destinati a contesti reali. Come diversi espositori cinesi, i rappresentanti di LimX hanno detto di stare esplorando clienti e partner giapponesi come modo per diversificare oltre la Cina e ridurre l’esposizione a una concorrenza inasprita e all’incertezza delle politiche nel mercato domestico.
Quella ricerca di domanda all’estero è diventata un tema ricorrente tra le imprese tecnologiche cinesi. Il rallentamento della crescita in alcune aree dell’economia cinese e un controllo regolatorio più serrato hanno spinto le aziende a guardare oltreconfine, in particolare verso mercati che valorizzano la qualità ingegneristica e cicli di prodotto lunghi. Il Giappone risponde a questo profilo, con produttori affermati, operatori della logistica e fornitori di servizi che sperimentano sempre più l’automazione e strumenti basati su AI.
Eppure, vendere in Giappone non è semplice. I fornitori stranieri spesso affrontano processi di approvvigionamento lunghi, aspettative elevate per l’assistenza post-vendita e una cultura d’impresa che privilegia la fiducia costruita nel tempo. Sullo sfondo di frizioni diplomatiche, le aziende cinesi devono inoltre fare i conti con controlli più rigorosi sulla gestione dei dati, sulla cybersecurity e su possibili legami con lo Stato cinese — questioni che hanno inciso sul commercio tecnologico a livello globale.
Nonostante ciò, CEATEC ha offerto agli espositori cinesi una vetrina per segnalare perseveranza. Molti hanno inquadrato il Giappone non solo come un luogo in cui generare ricavi, ma anche come un banco di prova: conquistare clienti giapponesi può convalidare la qualità dei prodotti e rafforzare la credibilità per l’espansione in altri mercati sviluppati.
Per le aziende giapponesi, il calcolo è altrettanto complesso. La tecnologia cinese può offrire prezzi competitivi e iterazioni rapide, caratteristiche attraenti mentre il Giappone cerca guadagni di produttività in un contesto di carenza di manodopera. Ma gli acquirenti corporate devono bilanciare questi vantaggi con il rischio reputazionale e la possibilità di cambiamenti nelle indicazioni del governo sulle tecnologie sensibili.
Mentre la fiera prosegue, le conversazioni che si svolgono a Chiba suggeriscono che gli interessi commerciali stiano spingendo contro i venti contrari della politica. Le aziende tecnologiche cinesi forse non possono disgelo il clima diplomatico, ma scommettono di poter comunque trovare affari — una dimostrazione e una partnership prudente alla volta.
Perché conta
L’espansione delle aziende tecnologiche cinesi in Giappone riflette un cambiamento più ampio, mentre le imprese cercano crescita al di fuori della Cina sotto una pressione interna e geopolitica crescente. Gli acquirenti giapponesi potrebbero ottenere accesso a soluzioni di robotica e AI economicamente vantaggiose, ma potrebbero dover affrontare controlli più rigorosi in materia di conformità e sicurezza. Il prossimo segnale chiave sarà capire se i progetti pilota nati dalle fiere di settore si tradurranno in contratti di lungo periodo, nonostante le persistenti tensioni diplomatiche.
