Il Partito Comunista del Vietnam sta valutando norme più restrittive che vieterebbero agli stranieri l’acquisto di abitazioni con terreno, pur mantenendo legale l’acquisto di appartamenti, rimodellando la domanda.

Il Partito Comunista al potere in Vietnam sta valutando una modifica della politica su terreni e abitazioni che restringerebbe drasticamente ciò che gli acquirenti stranieri possono acquistare nel mercato immobiliare del Paese.

In base a una revisione proposta, agli stranieri verrebbe in generale impedito di comprare abitazioni “con terreno” — come case unifamiliari o altre proprietà legate ai diritti d’uso del suolo — pur restando autorizzati a possedere appartamenti. Il cambiamento indirizzerebbe di fatto gli acquirenti d’oltremare verso unità condominiali e lontano dalle abitazioni indipendenti.

La proposta arriva mentre il Vietnam continua a mettere a punto il suo sistema, strettamente gestito, di proprietà fondiaria e regolazione immobiliare, nel quale la terra è in ultima istanza amministrata dallo Stato e i soggetti privati ottengono diritti d’uso di lungo periodo. Qualsiasi aggiustamento su chi possa detenere quale tipo di immobile può produrre effetti a catena su sviluppatori, acquirenti locali e residenti stranieri che guardano al Vietnam sia come luogo in cui vivere sia come destinazione d’investimento.

Ad Hanoi, i grandi complessi residenziali — come quelli realizzati da Vinhomes — illustrano il tipo di stock abitativo urbano che, secondo l’impostazione della bozza, resterebbe accessibile agli acquirenti stranieri. La proprietà di appartamenti continuerebbe a essere consentita, mantenendo un canale di partecipazione degli stranieri al mercato della casa vietnamita, in particolare nelle grandi città dove è comune vivere in edifici alti.

Se adottata, la politica segnerebbe un confine più netto, in termini di idoneità alla proprietà straniera, tra unità in appartamento e case “con terreno”. Pur non eliminando del tutto la partecipazione estera al settore immobiliare, la proposta la concentrerebbe nel segmento degli appartamenti e potrebbe smorzare la domanda nei quartieri dominati da lotti con case singole.

La misura è discussa nell’ambito di più ampie valutazioni sulla politica fondiaria portate avanti dal Partito Comunista, che definisce l’indirizzo generale delle modifiche legali e regolamentari. La specifica formulazione legislativa e i dettagli di attuazione determineranno l’ampiezza dell’applicazione della restrizione, compreso l’eventuale inserimento di esenzioni per determinate categorie di residenti stranieri o progetti d’investimento.

Per ora, l’indirizzo del governo è mantenere un percorso che consenta agli stranieri di acquistare appartamenti, limitando al contempo l’accesso alle case connesse alla terra, a riflesso di un approccio più prudente verso la proprietà straniera di immobili “con terreno”.

Perché è importante

Residenti stranieri, expat e investitori dall’estero potrebbero trovarsi di fronte a limiti più stringenti su ciò che possono acquistare in Vietnam, spostando la domanda verso gli appartamenti e lontano dalle abitazioni con terreno. Sviluppatori e venditori focalizzati su prodotti “casa singola” potrebbero vedere ridursi il bacino di potenziali acquirenti, mentre il mercato degli appartamenti potrebbe beneficiare del mantenimento dell’accesso per gli stranieri. La prossima domanda chiave è come la legge finale definisca le “abitazioni con terreno” e se siano previste eccezioni o regole transitorie per i proprietari esistenti o per le transazioni in corso.