I funzionari della Federal Reserve hanno illustrato come oggi operino le operazioni di mercato aperto (open market operations) in un sistema a riserve abbondanti (ample-reserves system), utilizzando tassi amministrati e strutture permanenti per orientare e fare da rete di sicurezza ai mercati monetari.

La “Meeting on Market Operations” dell’ottobre 2026 della Federal Reserve ha offerto uno sguardo dettagliato su come la banca centrale statunitense attui oggi la politica monetaria in un’epoca caratterizzata da riserve abbondanti, molteplici tassi amministrati e un set di strumenti permanenti concepito per fare da rete di sicurezza ai mercati monetari in condizioni di stress.

Al centro della discussione vi erano le open market operations (OMOs) — l’acquisto e la vendita di titoli da parte della banca centrale — che restano il ponte operativo tra le decisioni di politica monetaria del Federal Open Market Committee (FOMC) e i tassi d’interesse affrontati da banche, fondi monetari e altri partecipanti al mercato. I partecipanti hanno esaminato come il framework operativo della Fed sia cambiato in modo drastico negli ultimi due decenni, passando da una gestione finemente calibrata delle riserve prima della crisi finanziaria globale a un approccio più sistemico, di tipo “floor”, che si basa in larga misura sul livello delle riserve e su un insieme di standing facilities.

Da “riserve scarse” a un framework guidato dal bilancio

I materiali della riunione hanno sottolineato che, prima della crisi del 2008, la Fed utilizzava principalmente le OMOs per regolare l’offerta di saldi di riserva in modo che il federal funds rate — il tasso overnight sui prestiti interbancari di riserve — scambiasse vicino al target del FOMC. Quel sistema dipendeva dal mantenere le riserve relativamente scarse e dal compiere aggiustamenti frequenti e incrementali attraverso acquisti o vendite di titoli.

Dopo la crisi, e soprattutto a seguito dello spostamento di fine 2008 verso un intervallo obiettivo vicino allo zero per il federal funds rate, l’enfasi della Fed è cambiata. I partecipanti sono tornati sul periodo dalla fine del 2008 all’ottobre 2014, quando la banca centrale ha ampliato notevolmente le proprie detenzioni di titoli a più lunga scadenza attraverso acquisti su larga scala sul mercato aperto. L’obiettivo dichiarato era spingere al ribasso i tassi d’interesse a più lungo termine, allentando le condizioni finanziarie a sostegno dell’attività economica e dell’occupazione, rendendo il credito più economico in tutta l’economia. La riunione ha descritto quell’epoca come fondativa per l’attuale toolkit della Fed: le OMOs non riguardavano più semplicemente il “ritocco” di un tasso overnight, ma anche l’influenza su condizioni finanziarie più ampie tramite il bilancio.

Normalizzazione e ascesa del reverse repo

Quando la Fed ha avviato la normalizzazione della politica monetaria nel dicembre 2015, si è osservato nella riunione, essa ha fatto leva sugli overnight reverse repurchase agreements (ON RRPs) come strumento complementare per contribuire a mantenere il federal funds rate all’interno dell’intervallo obiettivo del FOMC. In un ON RRP, la Fed vende temporaneamente titoli impegnandosi a riacquistarli il giorno successivo, assorbendo liquidità dal sistema e contribuendo a porre un “pavimento” sotto i tassi a breve termine.

Funzionari e staff hanno descritto l’uso degli ON RRPs durante la normalizzazione come un adattamento pragmatico: quando le riserve sono abbondanti e molte istituzioni non bancarie influenzano la formazione dei prezzi nel money market, tassi amministrati e facility overnight possono aiutare a guidare i tassi a breve in modo più affidabile rispetto a piccoli cambiamenti nell’offerta di riserve.

Le lezioni del 2019: operazioni repo come assicurazione contro picchi dei tassi

Una sezione importante della riunione dell’ottobre 2026 è tornata sull’episodio del settembre 2019, quando pressioni nei mercati del funding hanno spinto la Fed a condurre operazioni di repurchase agreement (repo) sia a termine sia overnight. Tali transazioni — in sostanza prestiti di breve termine garantiti da collaterale in titoli — sono state utilizzate per assicurare che l’offerta di riserve restasse ampia durante un periodo di forti aumenti delle passività non di riserva. L’obiettivo era ridurre il rischio di tensioni nel money market che potessero compromettere l’implementazione della politica monetaria.

La riunione ha inquadrato l’esperienza del 2019 come un promemoria del fatto che riserve abbondanti non garantiscono automaticamente mercati di finanziamento tranquilli; possono comunque emergere frizioni quando la domanda di liquidità aumenta bruscamente o quando i vincoli di bilancio diventano stringenti. Questo ha preparato il terreno per la successiva enfasi della Fed su strumenti di backstop destinati a smorzare la volatilità prima che minacci condizioni più ampie.

Stress test COVID e la tesi a favore di backstop durevoli

I partecipanti hanno anche esaminato come i repo overnight e a termine siano stati utilizzati durante la turbolenza di mercato intorno a marzo 2020, quando lo stress legato alla pandemia si è propagato nei mercati statunitensi di finanziamento in dollari USA a breve termine. I materiali della riunione hanno descritto tali operazioni come importanti per mantenere riserve abbondanti e sostenere un funzionamento più ordinato dei mercati, rafforzando l’idea che gli strumenti repo possano fungere da stabilizzatori a risposta rapida durante fasi di stress improvviso.

Repo permanente: un tetto per i tassi, un guardrail per il funzionamento del mercato

Un punto centrale della discussione dell’ottobre 2026 è stato lo standing repo facility domestico, in vigore dal 2021. Nell’ambito delle operazioni di standing repo, le controparti idonee possono ottenere liquidità dalla Fed contro titoli idonei. I materiali della riunione hanno caratterizzato lo strumento come un modo per limitare le pressioni al rialzo sui tassi a breve termine, fornendo di fatto un tetto che sostiene sia l’attuazione della politica monetaria sia il funzionamento del mercato.

I funzionari hanno presentato l’impianto dello standing repo come un cambiamento strutturale: invece di costruire interventi ad hoc durante le fasi di turbolenza, la Fed sta cercando di istituzionalizzare un meccanismo prevedibile che riduca la probabilità di picchi dei tassi destabilizzanti.

Nelle osservazioni conclusive, i partecipanti hanno sottolineato che il quadro di attuazione è ormai un sistema stratificato. Le OMO tradizionali restano essenziali, ma il controllo quotidiano dei tassi si basa sempre più su tassi amministrati e strumenti permanenti—including ON RRPs e standing repo—progettati per mantenere l’orientamento di politica scelto dalla Fed allineato alle condizioni dei mercati monetari.

Perché è importante

Il modo in cui la Fed conduce le operazioni di mercato influenza non solo il federal funds rate, ma l’intera costellazione dei costi di finanziamento a breve termine che trasmettono la politica monetaria a famiglie e imprese. La riunione dell’ottobre 2026 ha evidenziato che il quadro operativo post-crisi è costruito per essere più resiliente—utilizzando strumenti permanenti per smorzare la volatilità—perché le interruzioni nei mercati di finanziamento, simili a un “impianto idraulico”, possono rapidamente riversarsi nell’economia reale.