La ricercatrice in robotica della CMU Andrea Bajcsy è stata nominata Packard Fellow e riceverà quasi 986.000 dollari per portare avanti modelli di sicurezza dell’IA a supporto di robot affidabili in contesti reali.

Andrea Bajcsy, professoressa associata alla Kenneth C. Griffin School of Computer Science della Carnegie Mellon University, è stata nominata Packard Fellow 2026 per Scienza e Ingegneria.

La fellowship, altamente competitiva e gestita dalla David and Lucile Packard Foundation, sostiene ricercatori a inizio carriera con $985,834 di finanziamento flessibile distribuito su cinque anni. Bajcsy è tra i 20 scienziati e ingegneri selezionati nella coorte 2026, un gruppo riconosciuto per l’impegno su idee ambiziose con il potenziale di aprire nuove direzioni nei rispettivi campi.

Il lavoro di Bajcsy si colloca all’incrocio tra robotica, machine learning e sicurezza dell’IA (AI safety). Attiva presso il Robotics Institute della CMU, studia come costruire robot non solo più capaci, ma anche più affidabili: macchine in grado di interpretare le situazioni che incontrano e di rispondere in modo appropriato nell’incertezza del mondo reale.

Questa sfida sta diventando sempre più urgente man mano che i robot abilitati dall’IA acquisiscono la capacità di muoversi in case, ospedali, magazzini e spazi pubblici, dove gli errori possono avere conseguenze fisiche concrete. Bajcsy sostiene che un’implementazione sicura richiederà framework di sicurezza che vadano oltre semplici insiemi di regole o “cosa fare e cosa non fare” definiti in modo ristretto. I robot, invece, dovranno sviluppare una comprensione più profonda e sensibile al contesto della sicurezza: una comprensione che rispecchi il significato di ciò che percepiscono, la fisica “disordinata” difficile da modellare con precisione e rischi più ampi, incluse vulnerabilità di sicurezza e problematiche di privacy.

Al centro dell’agenda di ricerca di Bajcsy c’è un’ipotesi guida: comportamenti di sicurezza sofisticati dipendono da rappresentazioni interne del mondo altrettanto sofisticate. In altre parole, un robot può agire con cautela e giudizio adeguati solo se possiede una comprensione ricca dell’ambiente e delle implicazioni delle proprie azioni al suo interno.

Con il supporto della Packard Fellowship, il gruppo di Bajcsy intende rafforzare le basi scientifiche della sicurezza dell’IA per sistemi “embodied”: robot che operano nel mondo fisico anziché esclusivamente nel software. Il lavoro si concentrerà sullo sviluppo di nuovi modelli e algoritmi pensati per aiutare i robot a muoversi in ambienti complessi in modo più affidabile, integrando le considerazioni di sicurezza nel modo in cui interpretano e decidono, anziché aggiungerle in un secondo momento.

L’obiettivo di più lungo periodo di Bajcsy è permettere ai robot di prendere decisioni con una sfumatura più vicina a quella umana, garantendo al contempo che gli standard che modellano tali decisioni non siano stabiliti esclusivamente dai team tecnici. Immagina sistemi il cui comportamento possa essere influenzato da una vasta gamma di portatori d’interesse, dagli ingegneri ai policymaker fino agli utenti comuni.

Ulteriori dettagli sul programma sono disponibili sul sito web delle Packard Fellowships.

Perché conta

Man mano che i robot diventano più autonomi in contesti reali, i fallimenti possono minacciare sicurezza fisica, sicurezza informatica e privacy, con effetti su consumatori, lavoratori e pubblico. Finanziamenti flessibili come la Packard Fellowship possono accelerare la ricerca di base che determina quanto responsabilmente questi sistemi possano scalare. La prossima domanda chiave è se nuovi modelli di sicurezza riusciranno a tradursi in strumenti pratici e standard capaci di guidare l’implementazione oltre il laboratorio.