I prezzi delle petroliere di seconda mano stanno impennandosi, mentre le tensioni in Medio Oriente spingono a ripianificare le rotte e riducono la capacità disponibile. Alcune navi di circa 15 anni vengono ora vendute a prezzi superiori a quelli delle nuove costruzioni.
I prezzi delle petroliere di seconda mano stanno aumentando bruscamente, mentre le compagnie di navigazione si affannano a trovare capacità in un contesto di rischio geopolitico elevato in Medio Oriente; i movimenti più marcati si registrano sulle unità più anziane. In alcuni casi, petroliere di circa 15 anni vengono ormai scambiate a prezzi superiori al costo di ordinare navi nuove di zecca: un’inversione insolita, alimentata dall’urgenza e da un’offerta vincolata.
Il catalizzatore è l’escalation dello scontro militare che coinvolge Stati Uniti e Iran, che ha iniettato incertezza in uno dei corridoi energetici più cruciali al mondo. Con il deterioramento del quadro di rischio attorno allo Stretto di Hormuz—un passaggio obbligato (chokepoint) per i flussi globali di petrolio—alcuni operatori scelgono di reindirizzare i viaggi per evitare l’area. Queste deviazioni aumentano il tempo trascorso in mare e impegnano le navi più a lungo, restringendo l’offerta effettiva e spingendo al rialzo la domanda di noleggio.
In condizioni normali, armatori e noleggiatori risponderebbero ordinando nuove unità. Ma il problema del mercato è che le navi nuove non arrivano in tempi rapidi. I lunghi tempi di costruzione nei cantieri significano che la nuova capacità può impiegare anni prima di entrare in acqua. Di conseguenza, gli acquirenti si stanno orientando verso il mercato dell’usato, dove le navi possono essere comprate e messe in servizio molto più velocemente—anche se sono più vecchie e meno efficienti rispetto alle costruzioni recenti.
Questo spostamento sta contribuendo a gonfiare il valore di rivendita delle petroliere di mezza età. Una nave di 15 anni, che in normali condizioni di mercato scambierebbe con uno sconto per riflettere età, costi operativi e vita utile residua, ora può spuntare un premio perché offre disponibilità immediata. La dinamica evidenzia quanto sia diventata acuta l’attuale domanda e quanto resti limitata l’offerta nel breve termine.
La stretta dell’offerta sta inoltre richiamando l’attenzione sulla capacità cantieristica in Giappone. Imabari Shipbuilding prevede di ampliare le strutture nel suo cantiere di Saijo, progetto che sarà sostenuto da un fondo con garanzia pubblica. La mossa riflette gli sforzi per rafforzare l’infrastruttura cantieristica domestica in un momento in cui la domanda globale di navi oceaniche è in aumento e gli slot di costruzione sono scarsi.
Per il mercato delle petroliere, la situazione mostra quanto rapidamente il rischio di guerra possa rimodellare l’economia marittima. Quando le rotte cambiano e i tempi di transito si allungano, le navi di fatto “scompaiono” dal mercato per periodi più lunghi, anche se la dimensione della flotta resta invariata. Questo può propagarsi sui noli, sui costi assicurativi e, in ultima analisi, sul prezzo consegnato dei prodotti energetici.
Perché è importante
Prezzi più alti per le petroliere usate segnalano un mercato che si sta restringendo e che può tradursi in maggiori costi di trasporto per il greggio e i prodotti raffinati, con effetti su società energetiche e consumatori in tutto il mondo. L’insolito premio sulle navi più vecchie evidenzia come le perturbazioni geopolitiche possano travolgere le normali dinamiche di domanda e offerta. Da monitorare se il reindirizzamento legato al conflitto persisterà—e se l’espansione dei cantieri e i nuovi ordini potranno aumentare in modo significativo la capacità prima del prossimo shock.
