Toyota e Honda stanno riavviando la produzione di veicoli in Thailandia dopo le interruzioni causate dalle inondazioni, segnalando un primo consolidamento della stabilità della catena di approvvigionamento. Thai Airways sta riesaminando la propria risposta ai ritardi negli aeroporti.

Due importanti case automobilistiche giapponesi hanno iniziato a riavviare la produzione di veicoli in Thailandia, mentre il settore industriale del Paese esce gradualmente dalle recenti interruzioni causate dalle inondazioni, offrendo un primo segnale che le catene di fornitura regionali stanno cominciando a stabilizzarsi di nuovo.

Toyota e Honda erano state costrette a fermare le attività negli impianti thailandesi dopo che gravi alluvioni avevano sommerso le zone industriali e interrotto il flusso di componenti e prodotti finiti. Con il livello delle acque in calo e le fabbriche in grado di riprendere le operazioni di base, entrambe le aziende hanno ora avviato il ritorno alla piena operatività della produzione. La rete di Toyota in Thailandia è una base manifatturiera fondamentale per il gruppo, inclusa la produzione del pick-up Hilux in uno degli stabilimenti che erano stati chiusi durante le inondazioni.

La ripresa dell’attività riflette sforzi più ampi da parte di produttori e operatori logistici per ripristinare la normalità dopo che le forti piogge hanno provocato danni estesi e colli di bottiglia nei trasporti. La Thailandia è un hub centrale nella catena di fornitura automobilistica globale, e chiusure prolungate possono generare effetti a catena su livelli di scorte, calendari di export e disponibilità di componenti in altri mercati. La decisione di due dei maggiori costruttori giapponesi di riprendere la produzione suggerisce che le condizioni siano migliorate abbastanza — almeno in alcuni siti — da consentire alle aziende di riavviare l’assemblaggio e iniziare a smaltire gli arretrati.

Altrove a Bangkok, le interruzioni hanno anche acceso l’attenzione sulla gestione del caos nei viaggi da parte del vettore nazionale. Thai Airways sta preparando una revisione della propria risposta alla crisi dopo ritardi e problemi operativi all’aeroporto di Bangkok che hanno lasciato i passeggeri in attesa e i bagagli separati dai viaggiatori. Le forti piogge hanno contribuito ai ritardi in aeroporto e la congestione che ne è derivata ha messo in luce debolezze nel modo in cui le perturbazioni sono state gestite sul campo.

Nel complesso, questi sviluppi mostrano come le inondazioni possano mettere sotto pressione un’economia su più fronti contemporaneamente: produzione industriale, logistica e trasporto passeggeri. Mentre le fabbriche aumentano di nuovo i ritmi, le imprese osserveranno se i collegamenti di trasporto e le consegne di componenti riusciranno a tenere il passo, e se ulteriori interruzioni legate al meteo rischino di minacciare la ripresa.

Perché è importante

La Thailandia ha un ruolo sproporzionatamente rilevante nella manifattura asiatica, in particolare per l’auto, quindi le ripartenze produttive di Toyota e Honda possono alleggerire la pressione sulle catene di fornitura internazionali. Per i viaggiatori, la revisione di Thai Airways segnala possibili cambiamenti nel modo in cui la compagnia si prepara a e gestisce gravi disservizi. La prossima prova sarà capire se le operazioni resteranno stabili mentre le aziende smaltiscono gli arretrati e il Paese si prepara a future ondate di maltempo intenso.