I governi stanno inasprendo i divieti sui social media per i minori, ma scappatoie e ricorsi giudiziari ne mettono in dubbio l’efficacia, mentre il settore tech si concentra sull’estensione della vita degli animali domestici e sulle batterie “rust”.
Le notizie tecnologiche di oggi mostrano un divario crescente tra le ambizioni delle politiche pubbliche e ciò che funziona davvero online — insieme a un tentativo di tutt’altro genere di controllare il tempo stesso.
I divieti dei social media per i minorenni continuano a diffondersi — e continuano a scontrarsi con la realtà
Un’ondata di governi sta cercando di limitare l’accesso dei bambini alle principali piattaforme social, ma i primi risultati suggeriscono che l’approccio potrebbe essere più simbolico che efficace. La Francia si è recentemente mossa per restringere l’uso dei social media da parte dei minorenni, affiancandosi all’Australia nel proporre barriere per impedire ai minori di 15 anni di accedere alle grandi piattaforme. L’iniziativa francese, tuttavia, è stata bloccata dopo l’intervento della più alta corte del Paese, che ha richiamato preoccupazioni legate ai diritti umani.
Altrove sono in coda ulteriori restrizioni. Il Regno Unito ha segnalato l’intenzione di impedire ai minori di 16 anni di usare servizi come Facebook e TikTok a partire dall’inizio del 2027. Anche l’Unione Europea ha delineato una propria proposta per vietare l’uso dei social media ai ragazzi sotto i 15 anni.
L’Australia offre finora il caso di prova più chiaro: nel 2024 ha introdotto un divieto. La lezione di quell’esperimento è scoraggiante: i controlli sull’età sono facili da aggirare. Escamotage — dalle date di nascita dichiarate falsamente ad altre forme di elusione — possono rapidamente svuotare di efficacia una regola che dipende dalla verifica dell’identità su larga scala. La conclusione che sta emergendo è che i legislatori potrebbero dover puntare meno su divieti generalizzati e più su misure che migliorino davvero la sicurezza dei giovani online.
La nuova frontiera del “più tempo”: allungare la vita degli animali domestici
Un altro segmento della conversazione tecnologica di oggi è molto più intimo. Per molte persone, la perdita di un animale domestico è un ricordo fondante dell’infanzia. Quel dolore oggi si incontra con un insieme in espansione di offerte commerciali e scientifiche mirate a tenere gli animali con noi più a lungo.
Oggi i proprietari possono scegliere in un menu sempre più ampio di possibilità per l’estensione della vita — inclusi farmaci progettati per contrastare l’invecchiamento, oltre a opzioni più estreme come la clonazione e la criogenia (cryonics). Questi approcci sollevano una domanda difficile: anche se diventasse tecnicamente possibile aggiungere anni alla vita di un animale (o preservare la possibilità di un ritorno futuro), dovremmo farlo? La promessa è più tempo con compagni amatissimi; le insidie includono dilemmi etici, accesso diseguale e incertezza sui risultati.
Una scommessa climate-tech sulla “ruggine reversibile”
Nel frattempo, mentre l’elettricità rinnovabile da eolico e solare continua ad espandersi, le utility stanno cercando modi economici per immagazzinare energia per lunghi periodi — non solo ore, ma giorni. Form Energy punta a quel vuoto con batterie progettate per fornire circa 100 ore di accumulo.
L’approccio dell’azienda utilizza il ferro, un materiale ampiamente disponibile e poco costoso rispetto ai metalli comunemente impiegati in molte batterie oggi. Il sistema di Form si basa su ciò che definisce “reversible rusting”: mentre la batteria si scarica, il ferro si ossida trasformandosi in ruggine; quando il sistema si carica, il processo chimico viene invertito, riportando la ruggine a ferro. L’obiettivo è rendere lo stoccaggio di lunga durata abbastanza economico da contribuire a stabilizzare una rete elettrica sempre più dipendente da una generazione rinnovabile variabile.
Altre notizie tech che segnano la giornata
- Le compagnie assicurative stanno emergendo come un importante punto di frizione per l’implementazione dell’AI, mentre le aziende di AI accumulano esposizione legale legata a danni nel mondo reale. Anche i regolatori statunitensi stanno esaminando i rischi per i consumatori: la Federal Trade Commission ha inviato citazioni in giudizio a OpenAI e Anthropic.
- Un drone russo sarebbe entrato per la prima volta nelle acque della NATO, con incidenti vicino a Bulgaria e Romania che hanno alimentato richieste di difese più robuste.
- Un arretramento dei titoli legati all’AI ha innervosito i mercati, alimentando dubbi sul fatto che la domanda di data center possa continuare a crescere al ritmo attuale. Tra i segnali recenti: una crescita più lenta riportata da Anthropic e controlli sui costi da parte di aziende che limitano le spese dei dipendenti su Claude.
- Spyware “zero-click” viene utilizzato per hackerare obiettivi tramite annunci online apparentemente innocui, mentre un altro sofisticato attacco nel mondo crypto ha recentemente sottratto $90 milioni dai wallet.
- Gli annunci con celebrità deepfake stanno proliferando, spesso promuovendo prodotti senza il coinvolgimento della persona reale — e la tendenza sta accelerando.
- Gli strumenti di AI potrebbero ridurre l’onere di pianificazione e amministrazione per i genitori, ma in genere richiedono un’ampia condivisione di dati, intensificando le preoccupazioni sulla privacy.
Perché è importante
I governi si stanno muovendo rapidamente per regolamentare le piattaforme, ma l’esperienza dell’Australia mostra che i divieti basati sull’età possono essere aggirati, a meno che applicazione e verifica non siano progettate in modo realistico. Nel frattempo, le biotecnologie e la consumer tech stanno entrando in territori emotivamente delicati — come la longevità degli animali domestici — prima che la società abbia definito un consenso etico. E sul fronte energetico, soluzioni di accumulo di lunga durata come le batterie a base di ferro potrebbero determinare quanto affidabilmente le reti potranno funzionare con le rinnovabili nel prossimo decennio.
