La società giapponese di buyout Polaris prevede di lanciare un fondo di credito privato (private credit) con un obiettivo di circa 100 miliardi di yen, cercando il supporto di assicurazioni e fondi pensione mentre le aziende si spostano oltre i prestiti bancari.
La società giapponese di buyout Polaris Capital Group si sta preparando a entrare nel mercato del private credit, in rapida crescita, con un fondo che potrebbe collocarsi tra i maggiori del suo genere in Giappone, mentre le aziende guardano sempre più oltre i tradizionali prestiti bancari per finanziare le proprie esigenze.
Fonti a conoscenza del piano hanno riferito che Polaris punta ad avviare il fondo al più presto entro la fine dell’esercizio fiscale 2026. La dimensione obiettivo è di circa 100 miliardi di yen (circa $630 milioni), e la società sta cercando impegni da sostenitori istituzionali come compagnie di assicurazione sulla vita e fondi pensione.
L’iniziativa arriva mentre il private credit — tipicamente prestiti erogati e detenuti da investitori non bancari, anziché sindacati tramite le banche — sta prendendo piede in tutto il Giappone. Gli operatori di mercato indicano come fattore chiave le crescenti restrizioni sulla capacità delle banche di concedere ulteriore credito. Man mano che i finanziatori si avvicinano ai limiti interni e regolamentari di esposizione, la loro capacità di soddisfare nuova domanda di finanziamento può ridursi, spingendo un numero maggiore di aziende di medie e grandi dimensioni a esplorare fonti alternative di capitale.
In questo contesto, i fondi di private credit sono emersi come un’opzione più rilevante, offrendo finanziamenti direttamente alle imprese e potenzialmente maggiore flessibilità nella struttura delle operazioni e rapidità di esecuzione rispetto ai processi bancari tradizionali. Per gli investitori istituzionali, la strategia può anche rappresentare un’opportunità per impiegare capitale di lungo periodo alla ricerca di rendimento, soprattutto quando i ritorni del reddito fisso convenzionale sono sotto pressione.
La raccolta pianificata da Polaris sarebbe significativa secondo gli standard domestici. Un veicolo da 100 miliardi di yen lo collocherebbe tra i maggiori bacini di private credit del Giappone, a testimonianza di quanto rapidamente questa classe di attivo stia maturando in un mercato a lungo dominato dal relationship banking.
Sebbene non siano stati divulgati dettagli sulla strategia di investimento del fondo e sulla costruzione del portafoglio, l’ambizione complessiva segnala un’intensificazione della competizione tra i gestori alternativi per intercettare la domanda sia dei prenditori sia dei grandi detentori di asset. Se Polaris riuscirà ad attrarre impegni consistenti da assicurazioni e fondi pensione, potrebbe contribuire ad accelerare lo sviluppo dell’ecosistema giapponese del credito non bancario — un’area storicamente più piccola rispetto a Stati Uniti ed Europa, ma che ora si sta espandendo con il mutare delle condizioni.
Perché è importante
Man mano che le banche raggiungono limiti pratici nell’attività di prestito, le aziende giapponesi potrebbero trovare più difficile ottenere capitale per la crescita attraverso i canali tradizionali, rendendo il private credit una via di finanziamento più importante. Per assicurazioni e fondi pensione, grandi nuovi veicoli come quello di Polaris offrono un’ulteriore modalità per ricercare rendimenti, ma comportano anche rischi di credito e di liquidità che richiedono un’attenta valutazione. Il prossimo segnale chiave sarà la rapidità con cui Polaris riuscirà a raccogliere gli impegni e se la domanda di finanziamenti da parte delle imprese resterà robusta fino all’esercizio fiscale 2026.
