Le banche centrali e le autorità di vigilanza europee stanno redigendo una **Carta dei Valori Condivisi** per allineare la cultura del lavoro e la cooperazione nell’intero Eurosistema e nell’ambito della vigilanza bancaria.
Le principali autorità monetarie e bancarie europee si preparano a formalizzare nel 2026 un rinnovato insieme di principi condivisi sul luogo di lavoro, mentre la Banca centrale europea e i suoi partner affrontano un panorama bancario segnato da un rischio geopolitico più elevato, norme in rapida evoluzione e una crescente complessità operativa.
L’iniziativa, denominata ESCB-SSM Shared Values Charter 2026, è pensata per offrire un “sistema operativo” culturale e comportamentale comune per la cooperazione all’interno dell’Eurosistema, del Sistema europeo di banche centrali (European System of Central Banks, ESCB) e del Meccanismo di vigilanza unico (Single Supervisory Mechanism, SSM). Queste reti collegano la BCE alle banche centrali nazionali e alle autorità di vigilanza nazionali, che mantengono mandati e identità distinti ma devono agire in modo coordinato nell’attuazione della politica monetaria, nelle attività per la stabilità finanziaria e nella vigilanza bancaria.
Secondo la documentazione sul progetto e le comunicazioni correlate della BCE, la carta è stata sviluppata in modo collaborativo con istituzioni di tutta Europa, includendo anche i rappresentanti del personale. Il suo nucleo è un insieme compatto di quattro valori condivisi, incentrati sul contribuire, collaborare e raggiungere risultati insieme—un linguaggio che sottolinea la realizzazione collettiva più che la gerarchia istituzionale. I funzionari coinvolti descrivono la carta come un impegno a “stare uniti”, sostenersi a vicenda e promuovere ambienti di lavoro in cui il personale si senta parte di una comunità, pur rispettando la cultura e le responsabilità specifiche di ciascuna istituzione partecipante.
La spinta culturale arriva in un momento in cui i supervisori europei avvertono che alla resilienza tecnica deve affiancarsi la prontezza organizzativa. Il Vicepresidente del Consiglio di vigilanza, Frank Elderson, ha sostenuto ripetutamente in interventi pubblici che l’ambiente globale sta diventando più complesso, più interconnesso e più incerto, con la conseguenza che le banche—e le autorità che le sorvegliano—devono essere preparate a “sorprese inaspettate”. Questo messaggio è stato ulteriormente rafforzato dall’aumento del rischio geopolitico, che secondo i supervisori può colpire le banche attraverso molteplici canali: volatilità dei mercati, deterioramento del credito, tensioni di finanziamento, interruzioni cyber e operative, nonché cambiamenti improvvisi in sanzioni o restrizioni commerciali.
In parallelo, la vigilanza bancaria europea sta cercando di affinare i propri ingranaggi. Elderson ha anche richiamato la necessità di una supervisione più proporzionata all’interno dell’attuale quadro prudenziale, in particolare per evitare che le banche più piccole vengano sommerse da oneri di conformità che potrebbero non riflettere i loro profili di rischio. L’obiettivo di vigilanza, come espresso nelle recenti comunicazioni della BCE, è rendere il controllo più efficiente, più efficace e maggiormente focalizzato sul rischio—senza indebolire i cuscinetti di capitale e liquidità costruiti dopo la crisi dell’area dell’euro.
Il messaggio più ampio sulla resilienza è ripreso anche da Patrick Montagner, membro del Consiglio di vigilanza, che ha osservato come la base patrimoniale delle banche europee sia sostanzialmente più solida rispetto al 2012. Tale miglioramento, sostengono i supervisori, offre alle banche un assorbitore di shock più ampio in una fase in cui i decisori politici discutono aggiustamenti alle regole bancarie. Con l’incertezza in aumento, hanno sottolineato Montagner e altri funzionari, le riforme dovrebbero preservare la resilienza conquistata con fatica.
In questo contesto, sostengono i funzionari della BCE, la carta dei valori condivisi non è un’aggiunta “soft”, bensì un quadro abilitante per il lavoro transfrontaliero, che deve essere rapido, coerente e affidabile. I valori del personale della BCE—utilizzati internamente per guidare decisioni e comportamenti—mettono l’accento sull’eccellenza professionale, le pari opportunità, l’attenzione ai costi, la definizione delle priorità, l’integrità e la responsabilità. Evidenziano inoltre la cooperazione tra aree di attività e istituzioni, l’apertura nella condivisione delle informazioni e l’impegno a operare nell’interesse dell’Europa in un sistema finanziario sempre più internazionale. La carta del 2026 estende questi temi all’intera comunità dell’ESCB e dell’SSM, con l’obiettivo di ridurre le frizioni nelle attività congiunte che spaziano dalle ispezioni di vigilanza e le valutazioni del rischio al coordinamento delle politiche e alla preparazione alle crisi.
Le pressioni pratiche aumentano anche a causa dei cambiamenti contabili. IFRS 18, un nuovo principio che ristruttura il modo in cui le società presentano i conti economici, entrerà in vigore il 1 gennaio 2027. Per le banche, si prevede che il cambiamento diventi visibile nella rendicontazione a partire dalla fine del 2027, e le autorità di vigilanza si aspettano un periodo di transizione durante il quale gli istituti potrebbero riportare i dati o secondo il nuovo formato IFRS 18 o secondo la presentazione precedente IAS 1. Questa fase a doppio binario potrebbe complicare i confronti tra pari, l’analisi delle tendenze e la comunicazione al mercato—rendendo approcci comuni e un chiaro coordinamento interno ancora più importanti sia per le banche sia per i supervisori.
Nel loro insieme, la carta e l’agenda di vigilanza segnalano un tentativo di rafforzare la governance finanziaria europea non solo attraverso le regole, ma anche tramite aspettative condivise su come le autorità lavorano tra loro: allineando i comportamenti, facilitando flussi informativi più fluidi e rafforzando un senso comune di scopo—soprattutto quando il contesto è volatile.
Perché è importante
La vigilanza bancaria nell’area dell’euro è per sua natura transfrontaliera, ma si basa su decine di istituzioni con tradizioni e vincoli differenti. Una carta dei valori condivisi mira a ridurre il rischio di coordinamento proprio mentre i supervisori avvertono che shock geopolitici e nuovi standard di reporting potrebbero mettere sotto stress il sistema. Se le fondamenta culturali migliorano la cooperazione quotidiana, il quadro europeo di supervisione potrebbe trovarsi in una posizione migliore per reagire rapidamente quando arriverà la prossima sorpresa.