I governi e le imprese del Sud-est asiatico affrontano pressioni crescenti mentre la rivalità tra Stati Uniti e Cina sull’IA si irrigidisce fino a trasformarsi in blocchi tecnologici contrapposti, complicando standard, catene di approvvigionamento e legami di sicurezza.

I governi del Sud-est asiatico si trovano sempre più spesso stretti nella competizione in escalation tra Stati Uniti e Cina per l’influenza sull’intelligenza artificiale, una rivalità che sta iniziando ad assomigliare a due sfere tecnologiche concorrenti.

In tutta la regione, molti Paesi lavorano da anni per preservare relazioni costruttive sia con Washington sia con Pechino, bilanciando interessi commerciali, investimenti e sicurezza. Ma mentre l’IA diventa una priorità strategica — legata non solo alla competitività economica ma anche alla sicurezza nazionale — funzionari e imprese sono sempre più preoccupati che mantenersi equidistanti possa diventare più difficile da sostenere.

Gli Stati Uniti e la Cina promuovono ciascuno il proprio approccio allo sviluppo e all’impiego dell’IA, costruendo di fatto “blocchi” separati e incoraggiando altri Paesi ad allinearsi ai rispettivi ecosistemi. Questo corteggiamento ha conseguenze nel mondo reale: gli standard adottati per i sistemi di IA, i fornitori scelti per le infrastrutture critiche e i quadri regolatori utilizzati per governare dati e algoritmi possono incidere su con chi un Paese può collaborare — e chi potrebbe essere spinto a evitare.

Per il Sud-est asiatico, la posta in gioco va oltre la diplomazia. Le aziende che operano nella regione dipendono dall’accesso a tecnologia, servizi cloud, chip e flussi transfrontalieri di dati. Se la competizione geopolitica spingerà i governi a favorire lo stack tecnologico di una delle due parti, le imprese potrebbero affrontare costi più elevati, difficoltà di conformità o restrizioni sugli strumenti che possono impiegare. In settori che spaziano dalla finanza e le telecomunicazioni alla manifattura e all’e-commerce, le decisioni su fornitori e piattaforme di IA sono sempre più intrecciate con considerazioni politiche più ampie.

Le considerazioni di sicurezza sono anch’esse in primo piano. L’IA viene integrata rapidamente nella difesa cibernetica, nella sorveglianza e nelle applicazioni militari, alimentando il timore che partnership in quest’area possano essere interpretate come un allineamento strategico. Ciò, a sua volta, può influenzare la cooperazione di intelligence, le scelte di approvvigionamento e la resilienza delle infrastrutture digitali nazionali.

La pressione non arriva necessariamente sotto forma di ultimatum espliciti. Può invece emergere attraverso regole di procurement, controlli alle esportazioni, screening degli investimenti e aspettative divergenti su governance dei dati e trasparenza. Man mano che le due potenze continuano a guidare ecosistemi di IA distinti, i decisori del Sud-est asiatico potrebbero trovare progressivamente più difficile restare pienamente interoperabili con entrambi.

Per ora, molti nella regione puntano ancora a mantenere aperte le opzioni — cercando investimenti e tecnologia sia dagli Stati Uniti sia dalla Cina, mentre costruiscono la propria capacità digitale. Ma cresce la sensazione che l’ampliarsi della rivalità sull’IA possa imporre compromessi scomodi, rimodellando strategie aziendali e relazioni di sicurezza in tutto il Sud-est asiatico.

Perché è importante

Le economie e i governi del Sud-est asiatico potrebbero affrontare costi più alti e scelte più difficili se le tecnologie di IA si frammenteranno in sistemi rivali guidati dagli Stati Uniti e dalla Cina. Le imprese potrebbero dover adattare catene di fornitura e piani di conformità, mentre i governi valutano i rischi per la sicurezza a fronte dei benefici economici. I prossimi segnali chiave saranno cambiamenti nelle politiche di procurement, nelle regole sui dati e nelle partnership tecnologiche, che indicheranno se la regione può restare neutrale — oppure deve allinearsi.