Le città stanno adottando strumenti “smart city” basati sull’IA per la gestione del traffico, dei rifiuti e dei servizi, ma persistono preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza. L’IEEE punta a rafforzare il coordinamento globale e gli standard.
I municipi di tutto il mondo si stanno sempre più orientando verso strumenti digitali avanzati nel tentativo di rendere la vita urbana più sicura, più pulita e più efficiente. I dati raccolti da smartphone e reti di sensori alimentano ormai sistemi municipali che supportano l’applicazione delle norme sul traffico e il controllo dei semafori, rendono più efficiente la raccolta dei rifiuti e orientano una gamma crescente di servizi. Molte amministrazioni locali hanno anche iniziato a impiegare l’intelligenza artificiale e il deep learning per automatizzare le decisioni e individuare schemi che gli esseri umani potrebbero non cogliere. Investimenti di alto profilo in luoghi come Dubai, Parigi e Coral Gables, in Florida, mostrano quanto saldamente si sia affermata l’idea di “smart city”.
Eppure la transizione non è stata priva di attriti. Accanto alla comodità e a nuove capacità, l’implementazione delle smart city ha sollevato preoccupazioni persistenti su sicurezza, privacy e sull’indebolimento della fiducia tra residenti e funzionari. Alcune iniziative hanno prodotto miglioramenti significativi, mentre altre si sono arenate o sono fallite. Un ostacolo rilevante, secondo i leader dell’IEEE coinvolti nel settore, è stata la coordinazione disomogenea tra le regioni: progetti portati avanti senza standard chiari, che si scontrano con disparità socioeconomiche e con una governance globale non coerente. Quando si verificano violazioni della privacy, esposizione di dati personali o altri passi falsi, la fiducia del pubblico in questi sistemi può erodersi rapidamente.
Dietro le quinte, lo sviluppo di una smart city è anche un’impresa complessa e costosa, che richiede allineamento tra leader eletti, cittadini, tecnologi e ingegneri. In questo quadro, la competenza ingegneristica è fondamentale, ma l’eccellenza tecnica da sola non basta. I programmi di successo dipendono da un coinvolgimento pubblico continuativo e da una solida collaborazione tra gli stakeholder. Le partnership con università, organizzazioni di ricerca e specialisti tecnologici possono contribuire a colmare le lacune di conoscenza, soprattutto su come i complessi sistemi socio-tecnici si comportino una volta implementati in comunità reali. Ciò che è mancato, sostengono i promotori, è un forum internazionale in cui i professionisti possano condividere le lezioni apprese e confrontare gli approcci.
La risposta dell’IEEE è stata ampliare e formalizzare il proprio impegno sulle Smart Cities. La IEEE Smart Cities Technical Community—istituita originariamente nel 2013 come IEEE Smart Cities Initiative nell’ambito di IEEE Future Directions, l’incubatore dell’organizzazione per tecnologie emergenti e nuove applicazioni—è stata concepita per fornire a leader cittadini e ad altri partecipanti informazioni ed educazione affidabili e non commerciali, sviluppate da esperti IEEE.
Nel tempo, IEEE Smart Cities ha aggiunto un portafoglio di servizi pensati per mettere in contatto ingegneri operativi, ricercatori accademici, decisori politici e leadership municipale. Tra queste iniziative figurano la sua principale International Smart Cities Conference, un media center con materiali educativi e tecnici e una competizione che mette in evidenza progetti di smart city di particolare rilievo realizzati da amministratori locali.
Anche la governance del programma si è evoluta. Nel 2021, la gestione di IEEE Smart Cities è passata alla IEEE Power & Energy Society, con il supporto della IEEE Communications Society, della IEEE Industry Applications Society, della IEEE Intelligent Transportation Systems Society e di altri gruppi IEEE. Nello stesso anno, il Technical Activities Board (TAB) di IEEE ha introdotto una struttura pilota di comunità tecnica di “seconda generazione”: IEEE Smart Cities ha creato un consiglio direttivo (board of governors) per orientare operatività e leadership e ha istituito un manuale di policy e procedure—passi pensati per consentire una pianificazione di più lungo periodo e nuove attività oltre ciò che il precedente quadro dell’iniziativa riusciva a supportare con prontezza.
Quella transizione si è conclusa nel novembre 2025, quando IEEE Smart Cities è stata riconosciuta come comunità tecnica del TAB. Oggi, l’organizzazione afferma che oltre 7.000 volontari contribuiscono su molteplici filoni tecnici, con nuove serie di webinar, workshop, conferenze e risorse educative in fase di sviluppo.
Due recenti lanci di eventi sottolineano l’ampliamento della portata: l’IEEE European Technology and Engineering Management Summit tenutosi in Belgio nel maggio 2025, con la prossima edizione prevista per il 2027, e l’IEEE Sustainable Smart Lighting World Conference in programma dal 2 al 6 dicembre ad Atene.
Perché è importante
Mentre le città investono in AI, sensori e servizi basati sui dati, la posta in gioco va oltre la comodità e riguarda governance, privacy e fiducia del pubblico. La programmazione ampliata di IEEE sulle smart cities mira a offrire a municipalità e ingegneri standard condivisi, formazione e spazi di confronto per capire cosa funziona—e cosa no. La prossima prova sarà verificare se questi forum si tradurranno in implementazioni meglio coordinate, che i residenti percepiscano come trasparenti, sicure e degne del costo.
