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Economia e Finanza · 20/10/2026 16:09 UTC

Polaris Capital Group pianifica un fondo di credito privato da 100 miliardi di yen in Giappone, mentre cresce il passaggio dai prestiti bancari

La società giapponese di buyout Polaris prevede di lanciare un fondo di credito privato (private credit) con un obiettivo di circa 100 miliardi di yen, cercando il supporto di assicurazioni e fondi pensione mentre le aziende si spostano oltre i prestiti bancari.

La società giapponese di buyout Polaris Capital Group si sta preparando a entrare nel mercato del private credit, in rapida crescita, con un fondo che potrebbe collocarsi tra i maggiori del suo genere in Giappone, mentre le aziende guardano sempre più oltre i tradizionali prestiti bancari per finanziare le proprie esigenze.

Fonti a conoscenza del piano hanno riferito che Polaris punta ad avviare il fondo al più presto entro la fine dell’esercizio fiscale 2026. La dimensione obiettivo è di circa 100 miliardi di yen (circa $630 milioni), e la società sta cercando impegni da sostenitori istituzionali come compagnie di assicurazione sulla vita e fondi pensione.

L’iniziativa arriva mentre il private credit — tipicamente prestiti erogati e detenuti da investitori non bancari, anziché sindacati tramite le banche — sta prendendo piede in tutto il Giappone. Gli operatori di mercato indicano come fattore chiave le crescenti restrizioni sulla capacità delle banche di concedere ulteriore credito. Man mano che i finanziatori si avvicinano ai limiti interni e regolamentari di esposizione, la loro capacità di soddisfare nuova domanda di finanziamento può ridursi, spingendo un numero maggiore di aziende di medie e grandi dimensioni a esplorare fonti alternative di capitale.

In questo contesto, i fondi di private credit sono emersi come un’opzione più rilevante, offrendo finanziamenti direttamente alle imprese e potenzialmente maggiore flessibilità nella struttura delle operazioni e rapidità di esecuzione rispetto ai processi bancari tradizionali. Per gli investitori istituzionali, la strategia può anche rappresentare un’opportunità per impiegare capitale di lungo periodo alla ricerca di rendimento, soprattutto quando i ritorni del reddito fisso convenzionale sono sotto pressione.

La raccolta pianificata da Polaris sarebbe significativa secondo gli standard domestici. Un veicolo da 100 miliardi di yen lo collocherebbe tra i maggiori bacini di private credit del Giappone, a testimonianza di quanto rapidamente questa classe di attivo stia maturando in un mercato a lungo dominato dal relationship banking.

Sebbene non siano stati divulgati dettagli sulla strategia di investimento del fondo e sulla costruzione del portafoglio, l’ambizione complessiva segnala un’intensificazione della competizione tra i gestori alternativi per intercettare la domanda sia dei prenditori sia dei grandi detentori di asset. Se Polaris riuscirà ad attrarre impegni consistenti da assicurazioni e fondi pensione, potrebbe contribuire ad accelerare lo sviluppo dell’ecosistema giapponese del credito non bancario — un’area storicamente più piccola rispetto a Stati Uniti ed Europa, ma che ora si sta espandendo con il mutare delle condizioni.

Perché è importante

Man mano che le banche raggiungono limiti pratici nell’attività di prestito, le aziende giapponesi potrebbero trovare più difficile ottenere capitale per la crescita attraverso i canali tradizionali, rendendo il private credit una via di finanziamento più importante. Per assicurazioni e fondi pensione, grandi nuovi veicoli come quello di Polaris offrono un’ulteriore modalità per ricercare rendimenti, ma comportano anche rischi di credito e di liquidità che richiedono un’attenta valutazione. Il prossimo segnale chiave sarà la rapidità con cui Polaris riuscirà a raccogliere gli impegni e se la domanda di finanziamenti da parte delle imprese resterà robusta fino all’esercizio fiscale 2026.

Fonte: Nikkei Asia Tech

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